Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Segni di condivisione e speranza da Ac parrocchiali e singoli iscritti (5)

La preghiera, la condivisione della sofferenza, le riflessioni, i piccoli gesti di solidarietà continuano ad essere raccontati sul nostro sito diocesano che è sempre più un “luogo” di incontro da cui ripartire insieme come uomini e donne di speranza. Oggi prendono la parola i Giovani, l’Ac dei Vicariati di Uggiate, Olgiate e San Fermo, don Pietro per il Msac e don Bruno Biotto da BellagioI giovani hanno inoltre inviato le loro preghiere che sono raccolte in un altro lancio che è oggi sul sito.

Dal Settore Giovani

Incontro con il Vangelo su instagram. Il neoeletto settore giovani si è trovato davanti alla sua prima sfida… come raggiungere i giovani e i giovanissimi di tutta la diocesi per condividere insieme il cammino della Quaresima? E soprattutto, come farlo con l’emergenza Coronavirus? Abbiamo deciso di farlo nel modo più semplice possibile, cercando di offrire dei brevi appuntamenti giornalieri, in grado anche di darci un po’ di quella “quotidianità” che tanto ci manca in questi giorni. Per raggiungere più persone possibili, abbiamo creato un profilo instagram: settoregiovaniaccomo. Ogni mattina, su questo profilo, viene pubblicata una frase del Vangelo del giorno, con un piccolo commento e qualche domanda, per lanciare qualche spunto di riflessione che possa accompagnarci lungo tutta la giornata. Ogni sera, invece, c’è un appuntamento in diretta. Alle 20.45, un membro del settore, legge il Vangelo del giorno e lo commenta brevemente, con un suo pensiero e una preghiera viva, attuale. In quei pochi minuti della diretta, persone lontane hanno l’occasione di essere vicine e in comunione, per pregare insieme, fermarsi a pensare e condividere un attimo di un periodo in cui le difficoltà, per tutti, sono tante. Ognuno, infine, ha la possibilità di inviare una sua preghiera (vedi lancio pubblicato oggi sul sito), che verrà condivisa con tutti attraverso una storia, in modo da arricchire ulteriormente il momento di comunione, grazie ai pensieri diversi di tutti. Speriamo che questo strumento sia stato e sia di aiuto ai giovani per affrontare con lo spirito giusto, passo dopo passo, la Quaresima.

Maria Ronconi – Settore Giovani

Dal Movimento Studenti Msac

Distanti ma uniti. Pubblichiamo il pensiero di don Pietro, assistente diocesano Acr e Giovani,  all’incontro on line del Msac tenuto il 28 maro e di cui scriviamo sul sito il 1° aprile scorso. “La scuola non si ferma.. Perché chi si ferma non si forma. Tutti slogan che fanno anche un po’ sorridere e assomigliano a scioglilingua. Ma dietro queste parole ci sono i volti. Gioiosi e caotici dei nostri ragazzi. Esperti e sgamati di nuove tecnologie, si ritrovano sulle più svariate piattaforme on-line per guardarsi in faccia, condividere pensieri e preoccupazioni, scambiarsi compiti e prospettive. Certo che la scuola è cambiata. Non più il banco e la lavagna, ma schermi e tastiere. Così anche Msac si ritrova ai tempi del virus, per rinsaldare relazioni e tessere una rete di amicizie che va oltre la distanza. A loro un augurio: questo tempo vi ha ricordato che la scuola è uno spazio dove passa la Vita. E voi non siete i fruitori di un servizio, ma persone che crescono secondo la misura delle vostre passioni (Gesù, in quanto a passione, ha molto da mostrare). Datevi al meglio della vita, direbbe il Papa! Cambiate il mondo con il vostro chiasso e inaugurate voi, da oggi, con tanto studio e creatività, il futuro che tutti attendiamo

Don Pietro Bianchi,Assistente diocesano Acr e Settore Giovani

Dai Vicariati di Uggiate, Olgiate e San Fermo

La Parola e il silenzio. Pensando al Percorso biblico, promosso nei nostri Vicariati dall’Azione Cattolica, alla ricerca del Volto di Dio nella Parola di Dio che lo ispira e alla composita comunità che il Percorso raccoglie, pensiamo soprattutto in questo momento di turbamento al rapporto della Parola con noi credenti. Il Percorso ci ha consentito di interiorizzare la convinzione che la Parola di Dio, che Lui ci rivolge, é destinata a tornare a Lui nella forma della preghiera. E pure che la Parola di Dio non ci svela solo il volto di Dio, ma anche quello dell’uomo. La Bibbia, libro di Dio, è anche libro dell’uomo; parla di Dio, ma anche di noi. La Rivelazione che Dio ha fatto di se stesso in Cristo non è una filosofia, una dottrina, un sistema di idee, ma è una storia. Dio si è rivelato pienamente nella storia di suo Figlio, che è storia limitata nel tempo e nello spazio, e la cui trasmissione può avvenire unicamente nella Chiesa, che non è padrona della Rivelazione, ma ne è serva, e che per questo ha pertanto in Maria il modello.

Ma in questo momento di silenzio, avvertito talvolta come silenzio di Dio, vogliamo ripensare al rapporto tra la Parola e il silenzio: il punto più alto della Rivelazione è nel silenzio della croce. La Parola messa a tacere rivela tutto l’amore di Dio per la nostra storia, amore che si fa solidale con la nostra esistenza condividendo anche il momento più pauroso e faticoso della nostra vita: il silenzio della morte. E che si rimette nelle mani del Padre lasciando a Lui l’ultima Parola: quella della Resurrezione. E’ questa la fiducia con la quale pensiamo alle tante persone che in solitudine, crocefisse dal virus, hanno vissuto la stessa solitudine del Cristo sulla croce nell’attesa dell’ultima Parola che ha un nome: Resurrezione.  

Luciano Galfetti – Presidente Ac Uggiate

Da Bellagio

Due ancore di salvezza. Da una lettera di don Bruno, assistente Ac parrocchiale di Bellagio riprendiamo le parti salienti. “Il nostro Vescovo chiede a noi preti diocesani:” Cosa insegna a me questa faticosa esperienza che sto vivendo in questi lunghi giorni?” Eccovi qualche stralcio di quanto ho vissuto finora. 1 – Mi sento privilegiato per il dono della vita davanti a tanta sofferenza e morte…e mi sento in croce con quanti lo sono per il contagio e con chi lotta per fermarlo. 2 – Esperienza faticosa… sentire lo voglia imperiosa di far qualcosa per chi soffre e invece sentirmi ripetere “devi sta fermo!” Mi sto accorgendo quanto il mio “uomo vecchio” sia ancora vivo! 3 – Esperienza dura ma positiva il pellegrinaggio della nostra comunità in Terra Santa a fine febbraio: a tre giorni dal rientro si sono chiuse le frontiere ed eravamo in Giordania. Alzo le mani (come Mosè)chiedendo un aiuto anche al nostro Teresio Olivelli… ed è andata bene! 

Mi sento privilegiato per due ancore di salvezza: la preghiera e la fraternità. I° La preghiera: ora ho molto tempo da dedicare solo a Dio. Mi posso rivolgere a Gesù crocifisso…in Lui davvero “tutto andrà bene” perché anch’io posso trasformare il peso di questo momento in una energia vitale per me e per tanti II° la fraternità: Avverto più profondo il legame con il Papa (straordinario!) il nostro Vescovo e i preti dell’intera diocesi. Un rapporto fraterno con i parrocchiani e con voi cari amici dell’Ac diocesana. Sto riscoprendo anche il rapporto con mia sorella e mio cognato con cui ora condivido anche lavori domestici e preghiera. A voi impossibilitati a partecipare all’eucaristia vorrei dire: riscopriamo le altre presenze di Gesù a nostra portata sempre e ovunque… Signore non permettere che questa prova passi invano, aprici gli occhi sull’essenziale … 

Don Bruno Biotto assistente Ac parrocchiale di Bellagio

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