Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Perché essere vicini l’uno all’altro?

“Noi non possiamo, forse, avvicinarci fisicamente per la paura del contagio, ma possiamo risvegliare in noi un atteggiamento di vicinanza tra noi: con la preghiera, con l’aiuto, tanti modi di vicinanza. E perché noi dobbiamo essere vicini l’uno all’altro? Perché il nostro Dio è vicino”. Ancora una volta è papa Francesco a intervenire sulla solitudine imposta dal virus.

Attorno al suo pensiero si snoda la riflessione di Andrea Monda, apparsa il 18 marzo su L’Osservatore Romano di cui è direttore. Ne pubblichiamo alcuni passi.

La nota di Andrea Monda

I vicini di casa esistono. Lo avevamo
dimenticato o preferito dimenticarlo, ma è un fatto che, a causa della
pandemia, è emerso in modo lampante come quando un paesaggio rispunta fuori a
causa dello sciogliersi della neve. E così, tra le altre cose, abbiamo scoperto
che ci sono altri esseri simili a noi che vivono a pochi metri da noi, che si
possono anche incontrare, che si affacciano sui balconi e magari amano conversare
con noi e cantare insieme qualche vecchia canzone per scaldarci un po’ il cuore
in questa fredda primavera nonostante il sole beffardo che splende ormai da
mesi a dispetto della stagione. (…)

C’è Dio nel nostro vicino, anzi è Dio stesso a
farsi vicino, ad avvicinarsi a noi, a diventare uno di noi, è questo il cuore
della fede cattolica, l’incarnazione. La predicazione di Cristo secondo
l’evangelista Marco comincia con questa parola: “Il Regno di Dio è vicino”. Ce
lo ha ricordato Papa Francesco questa mattina, 18 marzo, nell’omelia della
messa a Santa Marta, in cui ha parlato della vicinanza di Dio, un tema a lui
molto caro.

«Il nostro Dio è vicino e chiede a noi di
essere vicini, l’uno all’altro, di non allontanarci tra noi. E in questo
momento di crisi per la pandemia che stiamo vivendo, questa vicinanza ci chiede
di manifestarla di più, di farla vedere di più. Noi non possiamo, forse,
avvicinarci fisicamente per la paura del contagio, ma possiamo risvegliare in
noi un atteggiamento di vicinanza tra noi: con la preghiera, con l’aiuto, tanti
modi di vicinanza.

E perché noi dobbiamo essere vicini l’uno
all’altro? Perché il nostro Dio è vicino, ha voluto accompagnarci nella vita. È
il Dio della prossimità. Per questo, noi non siamo persone isolate: siamo
prossimi, perché l’eredità che abbiamo ricevuto dal Signore è la prossimità,
cioè il gesto della vicinanza».

È questa la parola dolce, consolatoria ma anche
rivoluzionaria che arriva dal Vangelo tramite la predicazione del Papa: il
nostro «non è un “grande Dio”, no. È vicino. È di casa». È un vicino di casa.

Andrea Monda

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