Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Padre Ambrosoli: a Kalongo
le campane hanno suonato a festa

Nella foto il pulmino della scuola di ostetricia fondata a Kalongo, insieme ad un ospedale, da padre Giuseppe Ambrosoli
L’ospedale fondato da padre Giuseppe a Kalongo

Lo scorso 29 novembre la Santa Sede ha comunicato il riconoscimento, da parte di Papa Francesco, del miracolo avvenuto per intercessione di padre Giuseppe Ambrosoli, il “medico della carità” come ancora oggi viene ricordato in Africa. “La notizia – spiega Giovanna Ambrosoli, nipote e presidente dell’omonima Fondazione fondata dai familiari e dai Missionari Comboniani per dare continuità e futuro all’opera di padre Giuseppe – mi ha raggiunta qui a Kalongo mentre partecipavo alla riunione del consiglio di amministrazione dell’ospedale. Le campane hanno suonato a festa e l’emozione è stata grande. Questo momento fa sentire ancora più intenso e profondo l’impegno di tutti coloro che ogni giorno lavorano per mantenere vivi questo ospedale e questa scuola a cui padre Giuseppe ha dedicato e sacrificato la sua vita. Nostra responsabilità è sostenere e accompagnare questa incredibile opera di amore e di servizio per gli ultimi”. A padre Ambrosoli è dedicato un articolo nell’ultimo numero di Insieme, appena uscito. Proprio la nostra Ac di Como e quella di Milano hanno avuto alcuni incontri negli scorsi mesi con Giovanna Ambrosoli per organizzare con la Fondazione un comune impegno di informazione e sensibilizzazione sulla testimonianza di padre Giuseppe. E oggi, 4 dicembre, Giovanna Ambrosoli ha incontrato il vescovo Oscar.

Alleghiamo il testo pubblicato sul numero di Insieme di dicembre e il decreto di riconoscimento del miracolo avvenuto per intercessione di padre Giuseppe.

E’ stato riconosciuto dal Papa, proprio in questi giorni, il miracolo attribuito all’intercessione di padre Giuseppe Ambrosoli. Per il medico e missionario comboniano – nato a Ronago nel 1923, da una famiglia di industriali comaschi, settimo di otto figli – questo è l’ultimo passo verso la beatificazione. Il miracolo, confermato da papa Francesco, risale al 2008 quando una donna in gravissime condizioni venne ricoverata nell’ospedale fondato da padre Ambrosoli in Uganda, a Kalongo. La donna, che aveva perso il figlio che portava in grembo, era lei stessa in fin di vita e senza alcuna speranza. Il medico che la visitò, mise sotto al suo cuscino una foto di padre Giuseppe e per tutta la notte, insieme ai familiari della donna, pregò il sacerdote. Inspiegabilmente per la scienza – da qui il riconoscimento del miracolo – la donna, di nome Lucia, si salvò.

A Kalongo, in questo piccolo paese africano, in mezzo alla savana, Giuseppe era arrivato nel 1956, l’anno dopo essere stato ordinato sacerdote, con una laurea in Medicina e una specializzazione, a Londra, in Malattie Tropicali. E a Kalongo, dove al suo arrivo aveva trovato un dispensario per la maternità, una capanna con il tetto di paglia, è morto il 27 marzo del 1987, lasciando un grande ospedale. Ambrosoli era stato dichiarato venerabile nel 2015 – a 60 anni esatti dalla sua ordinazione – e ancora oggi in Africa è ricordato come “il medico della carità”. L’eredità della sua opera e del suo impegno a favore degli ultimi sono ora portati avanti dalla Fondazione Ambrosoli, presieduta dalla nipote Giovanna Ambrosoli. La Fondazione è nata dalla volontà dei familiari e dei Missionari Comboniani di dare continuità e futuro all’opera e al miracolo d’amore realizzato da padre Giuseppe. Proprio quest’anno, tra l’altro, ricorrono le celebrazioni del 60esimo anniversario della St. Midwifery School, la scuola di ostetricia fondata a Kalongo nel 1959, a fianco dell’ospedale, ed oggi riconosciuta come una delle migliori scuole di ostetricia del paese.

Dio è amore, c’è un prossimo che soffre ed io sono il suo servitore”. Con queste parole aveva annunciato ai familiari la propria vocazione. Uomo coraggioso e mite, sostenuto da una fede incrollabile, per tutta la vita è stato a fianco dei più vulnerabili. “Vai avanti con coraggio – ripeteva – Non c’è mai stato un giorno in cui mi sia pentito della scelta fatta. Anzi questa mia scelta è un’avventura meravigliosa”.

Fedele all’ideale comboniano, padre Giuseppe Ambrosoli ha vissuto per “salvare l’Africa con gli Africani”. I suoi trentadue anni di vita missionaria in Uganda sono stati la migliore testimonianza che è possibile dare spazio alla piena responsabilità degli Africani. E mostra come il coraggio, la cura e la gratuità siano valori capaci di riempire la vita di significato, amore e speranza contro il cinismo dei nostri tempi.

Ac Como e Milano hanno già avuto diversi incontri con la Fondazione Ambrosoli per organizzare un comune impegno di informazione e sensibilizzazione sulla storia di padre Giuseppe.  Per maggiori informazioni www.fondazioneambrosoli.it

Padre Giuseppe Ambrosoli (1923-1987)
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