Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Natale: chi è
il mio prossimo?

Un incontro di giovani Ac e altri loro giovani amici con alcuni coetanei profughi dal Gambia può diventare un augurio natalizio? Il “sì” viene da Cavallasca dove l’incontro è recentemente avvenuto e si è aggiunto ad altre molteplici esperienze vissute dalle Ac parrocchiali con le persone immigrate: formazione al lavoro, doposcuola per i ragazzi, insegnamento della lingua italiana agli adulti, giochi condivisi, scuole di cucina, lezioni per patente di guida … E’ importante cogliere il significato che unisce queste esperienze all’augurio di Buon Natale che abbiamo inviato agli associati e agli amici di altre aggregazioni laicali. Dice il nostro messaggio: “Ambula per hominem et pervenies ad Deum” (Cammina attraverso l’uomo e arriverai a Dio). Non sono forse, anche gli immigrati e i profughi, uomini che portano a Dio?

"Signore, chi è il mio prossimo?"

Con questa frase ci interroghiamo sul nostro essere cristiano. Il prossimo spesso appare lontano, una persona che casualmente si incontra per strada, uno sconosciuto che chiede l'elemosina, un affamato. In realtà è molto spesso più vicino di quanto pensiamo.

Martedì 6 dicembre, come giovani di Ac di Cavallasca, insieme ad alcuni universitari della parrocchia, abbiamo incontrato in oratorio un gruppo di giovani profughi provenienti dal Gambia e ospitati nel nostro comune. Nessuna grande pretesa: si è trattato di una serata molto tranquilla nella quale, dopo una cena insieme, ci siamo dedicati a momenti ludici con calcio balilla, ping pong e partita di champions proposta alla televisione. O meglio queste erano le premesse. Si, perché in realtà abbiamo ottenuto di più… ognuno di noi ha avuto l'opportunità di parlare con loro, di conoscerli e di prendere coscienza di una realtà che va oltre le notizie che circolano su giornali. Ogni uno di noi durante quella serata ha avuto modo di conoscere le loro storie eccezionali, di vedere dei ragazzi che nonostante le mille difficoltà non hanno mai perso il sorriso, di constatare come l'amore di Dio non abbia assolutamente alcun limite. Se posso dire la mia, prima di incontrarli ero molto restio, probabilmente influenzato da tutte le notizie di cui veniamo a conoscenza ogni giorno, ma dopo meno di cinque minuti di conversazione con loro ho dovuto ricredermi su tutto e in tutto. Martedì ho incontrato dei nuovi amici, persone alle quali noi ragazzi abbiamo voluto donare qualcosa e al contempo persone che ci hanno dato molto di più. In questa sera siamo stati capaci di andare oltre quei muri che purtroppo qualcuno vuole costruire.

Martedì, in una sera come tante altre, abbiamo incontrato il nostro prossimo e quasi senza accorgersene abbiamo vissuto gli insegnamenti del Vangelo. "Ero forestiero e mi avete ospitato" (Mt. 25,35) L’incontro con loro non finisce: abbiamo creato un legame anche tramite un gruppo whatsapp e vogliamo costruire a breve altre occasioni di condivisione.

Stefano e Matteo Cristina – Ac parrocchiale di Cavallasca

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