Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Laudato si’: preghiera e incontro
di Ac e Laboratorio Bene Comune

La targa posata nella cappellina del Monte Croce

Per iniziativa dell’Azione Cattolica giovedì 3 ottobre, vigilia della festività di San Francesco d’Assisi, nella cappellina del Monte Croce sovrastante la città di Como, si è tenuto un momento di preghiera per il Creato che si è concluso con la posa di una targa con la scritta “Laudato si’”. Il Presidente diocesano ha ricordato che l’appuntamento, risalente al 2014 nell’ottantesimo anniversario dell’installazione della croce da parte degli uomini di Ac, rientra nell’orizzonte associativo di “Impegno per la città”.  Un percorso che ha visto l’associazione lavorare nell’ambito sociale e politico con altre aggregazioni laicali.  L’assistente diocesano ha guidato la preghiera, intercalata dalla lettura di brani tratti dall’enciclica di papa Francesco e ha benedetto la targa posta all’interno della cappellina. A sera, per iniziativa del Laboratorio Bene Comune (promosso da Ac, Acli, CdO, Confcooperative e Forum famiglie) si è tenuto  nella Casa dei Padri Comboniani di Rebbio l’incontro dibattito sul tema “Uomo e ambiente Un legame spezzato?”.  Pubblichiamo di seguito un resoconto.

UOMO E AMBIENTE: UN LEGAME SPEZZATO?

Il 2019 sarà di certo ricordato
come il primo anno in cui si è davvero iniziato a parlare a livello diffuso di
cambiamenti climatici e ambiente. Per la prima volta giornali, notiziari,
politici e comuni cittadini hanno iniziato a prendere coscienza del fatto che
il pianeta sta cambiando: i ghiacciai si sciolgono e cadono, nevica meno, a
ottobre c’è ancora fin troppo caldo. Eppure sta accadendo qualcosa che da più
di cinquant’anni gli scienziati avevano profetizzato: l’innalzamento dei
livelli di anidride carbonica nell’atmosfera sta facendo aumentare la
temperatura del pianeta, e a lungo andare questo potrebbe determinare eventi
devastanti per la specie umana.

Come cattolici non dovremmo stupirci di quello che sta accadendo. Papa Francesco, quattro anni fa, nella sua Laudato Si’, usava le stesse parole dei movimenti ambientalisti che tanto hanno fatto parlare quest’anno. E forse proprio per questo, lo scorso 3 ottobre, come Laboratorio Bene Comune di Como abbiamo deciso di dedicare l’annuale incontro in occasione dell’anniversario della posa della croce di Sant’Eutichio, proprio all’enciclica Laudato Si’, che così bene mostra che il cambiamento climatico non è solo un problema “ambientale” ma anche e soprattutto una questione sociale, che interpella tutti noi come cittadini del mondo, corresponsabili del creato. Per analizzare il testo abbiamo chiesto aiuto a Chiara Tintori, politologa ed esperta di tematiche ambientali.

Ciò che colpisce fin dalle prime pagine della Laudato Si’, è lo stile con cui è stata scritta, che si può semplificare con tre verbi vedere, giudicare e agire e che sottolinea come il mondo sia “qualcosa in più che un problema da risolvere”. L’enciclica si presenta da subito “rivoluzionaria”. Per la prima volta nella storia di un’enciclica, il Papa cita le fonti più diverse e si pone in dialogo non solo con i suoi predecessori alla Cattedra di San Pietro ma anche con i rappresentanti di altre confessioni, scienziati ed economisti, mostrando di apprezzare il loro parere: c’è un dialogo che va oltre all’appartenenza al mondo della Chiesa, perché la cura del Creato è una questione che riguarda ciascuno di noi, indipendentemente da ciò in cui crediamo (o non crediamo).

Cuore del testo è il concetto di “ecologia integrale”, che mostra l’intima connessione tra “il grido della Terra” e il “grido degli ultimi”: tutto è connesso sul pianeta, e l’approccio ecologico è inscindibile dalla costruzione di una società più equa. L’ecologia infatti non è antropocentrica ma antropologica: il centro non è l’uomo, ma le relazioni tra gli uomini; ecologia e relazioni chiedono sobrietà e cura, tenerezza, compassione e preoccupazione. L’ecologia integrale è l’unico cerotto che può unire il legame spezzato tra uomo e ambiente. Bellissime parole. Ma come si possono concretizzare?

Può stupire, ma il Papa è estremamente pratico: consiglia piccole attenzioni quotidiane, sia alle relazioni sia all’impronta che lasciamo sulla Terra. Bisogna pensare a nuovi stili di vita comunitari, in una dimensione collettiva che guidi soprattutto le scelte dei potenti. Per riuscire nell’impresa di “salvare il pianeta” sono fondamentali l’educazione (delle nuove generazioni ma anche degli adulti) e un sano consumo critico: prima di fare un acquisto, è necessario chiedersi come è stato prodotto, se sfruttando e calpestando i diritti degli esseri umani e dell’ambiente o nel rispetto del creato e delle sue creature. In tanti hanno ascoltato il richiamo di Francesco, e solo in Italia esistono già 33 comunità Laudato Si’, che cercano di vivere ogni giorno le parole dell’enciclica. Oltre a questo movimento negli ultimi anni molte città hanno iniziato una transizione ecologica, riconoscendo l’emergenza climatica: e quest’anno, anche grazie al movimento Fridays for future e il più recente Saturdays for future (che si occupa di indirizzare i consumatori verso una spesa che abbia il minimo impatto ambientale e sociale) è iniziato un processo di consapevolezza diffusa, che ha toccato tutti.

Francesco ha parole profetiche,
di speranza, e chiude il testo in modo propositivo e realista: il Papa afferma
che “gli esseri umani possono ancora superarsi”, e termina l’enciclica con due
meravigliose preghiere per il creato, che noi stessi abbiamo recitato ai piedi
della croce di Sant’Eutichio.

Tindara Scirocco, LBC

Sotto alla croce è stata costruita una cappellina
Sul Monte Croce svetta una croce in ferro

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