Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Coronavirus: le campane
continuano a suonare

Il campanile della chiesa del “nostro” Santissimo Crocifisso

Il tempo che stiamo vivendo è denso di ansia, di sofferenza e di paura ma “al mattino, a mezzogiorno e al vespro suonano le campane delle chiese! Lo hanno sempre fatto ma ora quel concerto taglia l’aria in modo nuovo e dice molte, molte cose”. Così scrive Giulia Alberigo in una nota pubblicata su L’Osservatore Romano del 16 marzo. Anche nelle nostre parrocchie il suono delle campane continua ad annunciare la messa che il sacerdote celebra nelle chiese vuote. Sappiamo però che la messa è sempre per il popolo e, grazie alle nuove tecnologie, entra nelle case dove siamo responsabilmente raccolti. E quello delle campane è ancor più un suono di speranza, di condivisione, di fraternità…

Prima o poi, forse più poi che prima, racconteremo di questo tempo in cui siamo piombati. A metà tra l’incubo e un film di fantascienza.

Abbiamo modificato le nostre abitudini, mortificato le nostre libertà, azzerato il nostro movimento. Nel chiuso delle nostre case ci teniamo occupati come si può.

Il tempo ha, di colpo, altro senso e valore.

Forse riflettiamo molto di più sulla nostra fragilità, sulla fragilità del creato. Le strade vuote, serrande abbassate dappertutto, un silenzio sovrano sulle nostre giornate da reclusi.

Ma, al mattino, a mezzogiorno e al vespro suonano le campane delle chiese! Lo hanno sempre fatto ma ora quel concerto taglia l’aria in modo nuovo e dice molte, molte cose. Mi affaccio al balcone di casa e sto lì, mentre il suono si spande, tre volte al giorno, e provo una gratitudine immensa per la vita che ho ancorché da reclusa, per il parroco, per le campane, per la Chiesa che c’è, eccome se c’è!

Tra le tante riflessioni di intellettuali che in questi giorni mi capita di leggere sui quotidiani ci sono anche aperte critiche alla Chiesa avvertita, in questo periodo tragico, assente.

Essersi adeguata alle rigide disposizioni governative è visto come ripiegamento, chiusura in se stessa. 

Non lo penso. Per via delle campane. 

Finché suoneranno ci arriverà un segnale di esistenza, di resistenza, di amorevole unione con la gente tutta.

Le campane suonano per tutti noi: fedeli e distratti, miscredenti, laici e religiosi. Il sacro che porta in sé quel suono va intuito, accolto e coltivato dentro di noi, se lo sappiamo fare.

Giulia Alberigo

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