Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Coronavirus: il dolore prezioso
di non poter partecipare alla messa

La riflessione di suor Roberta Vinerba sui riflessi del Coronavirus sulla vita del cristiano

“Il dolore di non poter partecipare alla celebrazione eucaristica è un dolore prezioso, vorrei dire, forse, necessario. Necessario a scoprire l’indispensabilità della messa che troppo spesso diventa abitudine, scontata, vissuta senza reale partecipazione. Necessario perché in questo sacrificio sono unita ai milioni di cristiani che questa fame di pane la patiscono stabilmente, onorata di far parte di quelli che hanno fame e sete di Dio. Invece che lamentarci, il Coronavirus ci insegna ad aver fame e sete di Dio e la mistica arte dell’offerta del sacrificio in unione a Cristo per la salvezza del mondo”.

Sui riflessi del Coronavirus sulla vita del cristiano proponiamo questo brano tratto da un’ampia riflessione di Roberta Vinerba, suora francescana umbra di cui molti conoscono la spiritualità e il pensiero.

“Prima che reclamare la messa come diritto (lo è) forse sono chiamata a ritrovarla dono e a vivere un digiuno in unione a tutti i disgraziati e gli oppressi che digiunano una vita intera. Il coronavirus mi insegna che se si può fare a meno della messa cum populo, non lo si può e non lo si deve fare da quella pro populo: mi insegna a ritrovare l’essenza della messa come sacrificio, teologia caduta in disuso anche in tanti sinceramente credenti, a piantare i piedi su quel monte dove una croce è stata piantata e che tutti ci ha salvati. Mi insegna a benedire i sacerdoti che nelle loro chiese chiuse celebrano per me e per tutti (certo che lo fanno!), ci benedicono, si industriano a raggiungerci nei modi possibili, dirette, etc. Il virus rende evidente quello che troppo spesso diamo per scontato: la presenza e il servizio dei nostri pastori, dati troppo per scontato quando non massacrati di continue e impietose critiche. È un tempo da attraversare da cristiani, senza isterie o superficialità, ma chiedendoci: Signore cosa ci stai dicendo? Cosa mi chiedi di fare oggi? Come posso esserti utile oggi? Lasciamo stare le polemiche inutili, anche e soprattutto qui sui social, evitiamo i programmi che godono nel creare apprensione, quella apprensione che ci rende bestie rapaci nel mentre svuotiamo i supermercati, stacchiamo un po’ il mare di informazioni, molte contraddittorie tra di loro, stiamo a ciò che è essenziale, facciamo quello che ci è dato di fare nella condizione in cui siamo, non ascoltiamo i profeti di sventure, quelli che godono sempre ogni volta che possono parlare di fulmini e saette. Da cristiani preghiamo e offriamo, troviamo nella Parola di Dio le ragioni di questo “oggi”, obbediamo alle disposizioni delle autorità costituite, pregando per loro perché siano illuminate e conserviamo la pace del cuore. Oggi è il virus, ieri il terremoto, domani qualcos’altro. Ogni oggi contiene la necessità che qualcosa avvenga. Coraggio e avanti, le cose migliori stanno davanti a noi, quel davanti che è già oggi. Il Signore è vicino”.

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