Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Assemblea Cdal il 7 dicembre:
diversità che si esprimono nell’unità

L’assemblea si svolgerà a Mandello

Il Sinodo diocesano e la realtà culturale sociale formano le due principali aree di riflessione e confronto della Consulta diocesana delle aggregazioni laicali (Cdal) che si ritroverà in assemblea sabato 7 dicembre a Mandello.

Sono oltre sessanta le “sigle” che indicano altrettante espressioni, diverse ma non separate, del laicato organizzato nella nostra diocesi.

“Che cosa qualifica la vostra azione di aggregazione? Come essere più significativi, insieme come Chiesa locale, sul territorio?”: queste le due domande di base che, anche nel contesto della consultazione sinodale si porranno come punto di ripartenza per un discernimento sul senso e sulle prospettive della Cdal.

Non si tratta di un esercizio autoreferenziale, tra addetti ai lavori, perché quello del laicato organizzato è un tema a forte intensità ecclesiale e come tale esige e merita un’attenzione che tenga conto di un percorso che si sta compiendo e di un orizzonte che si apre.

Condiviso il proprio specifico servizio ogni aggregazione cercherà di rispondere, nel solco del Sinodo, su come essere insieme testimoni e annunciatori di Dio e della sua Chiesa nel mondo.

Ci si dovrà chiedere come far sì che corresponsabilità e sinodalità siano stile e metodo per ogni singolo percorso affinché non si chiuda in se stesso e abbia un respiro diocesano.

Per non venir meno alla concretezza si proporranno quattro aree nelle quali sperimentare la bellezza e la fecondità del condividere: società e politica, economia e lavoro, educazione e comunicazione, famiglie e vita.

Sono le aree che la Cdal ha posto nel suo contributo alla consultazione sinodale, sono le aree sulle quali la Cdal si sente impegnata a condividere la testimonianza di laici e di offrire il suo contributo di pensiero e di proposta, come peraltro precisa il suo Statuto approvato dal vescovo Oscar.

A questa assemblea torna, stimolante e incoraggiante, l’immagine della sfera e del poliedro che papa Francesco ha proposto nella Evangelii gaudium per dire che la bellezza della diversità si realizza e si esprime pienamente solo nella bellezza dell’unità.

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