Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Settore Giovani

Vicino agli anziani…
come un filo del suo arazzo

Il racconto di Agostina Franzini presidente dell’Ac di Grosio, che lavora in una Rsa

“Mi sento come “un filo del suo arazzo”: così scrive Agostina Franzini, che lavora in una Rsa in Valtellina ed è la presidente parrocchiale dell’Ac di Grosio. Il suo racconto della vicinanza con le persone anziane, in una casa che le accoglie e assiste, porta a riflettere su situazioni di fragilità, di solitudine. Lo scritto, che pubblichiamo integralmente, diventa un’occasione di riflessione sull’essere credenti credibili nell’annunciare la speranza quando la sofferenza entra nella vita di una persona. Di essere come un filo dell’arazzo di Dio.

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Segni di condivisione e speranza
da Ac parrocchiali e singoli iscritti (2)

Anche in queste giornate si esprime in tanti “piccoli” fatti quotidiani l’essere Azione Cattolica, l’essere famiglia che prega, condivide e si apre a tutte le altre famiglie.

Ci coinvolge, profondamente, la sofferenza delle persone della “porta accanto” e nello stesso tempo aumentano – anche a sostegno di quelli delle comunità parrocchiali – i gesti di carità verso i più poveri e i più fragili come sono le persone ospiti delle case di riposo di cui scriviamo di seguito.

I nostri brevi racconti vogliono anche essere l’annuncio della speranza cristiana che, nonostante il male, fiorisce e genera atti di amore.

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Ai piedi della Madonnina
di Casa Santa Elisabetta

La statua della Madonna a Casa Santa Elisabetta

In questi giorni a molti sarà venuta alla mente la piccola e umile statua della Madonna che è là dove scende il prato di Casa Santa Elisabetta. Quante volte con i ragazzi, i giovani, gli adulti, le famiglie, gli anziani, il Consiglio diocesano, gli assistenti, ci siamo trovati a pregare e a cantare ai piedi di quella immagine! Quante volte abbiamo condiviso in quel luogo la celebrazione dell’Eucaristia! E quanta gioia abbiamo avuto lo scorso anno quando l’abbiamo riportata integra in quella nicchia dopo che qualcuno l’aveva danneggiata! A lei affidiamo don Marco (in decisa ripresa), don Renato (purtroppo in gravi condizioni) e tutti coloro che soffrono. Torniamo là con una preghiera di don Tonino Bello “Vergine della Notte”.

Un segno di solidarietà
con la Caritas diocesana

Come annunciato, il nuovo Consiglio diocesano e la Presidenza diocesana “reggente” offriranno domani alla Caritas diocesana un contributo di 5mila euro.

Questo segno di solidarietà concreta dell’Ac diocesana si inserisce tra quelli che associazioni parrocchiali e singoli iscritti stanno compiendo. Il contributo è per sostenere l’impegno della nostra Chiesa, tramite la Caritas, nel dopo emergenza, in particolare nell’ambito del lavoro. Non dimentichiamo nel frattempo altre sofferenze: in contatto con la Fondazione Ambrosoli si sta verificando la possibilità di destinare un aiuto all’ospedale di Kalongo (Uganda) che versa in gravissime difficoltà (vedi notizia pubblicata il 23 marzo). Non appena avremo maggiori aggiornamenti ne daremo comunicazione per consentire a tutti di contribuire.

Con il Papa e con i vescovi
preghiamo per i nostri morti

Vivremo oggi 27 marzo due momenti di preghiera, fisicamente a distanza ma spiritualmente ravvicinati. Il primo, promosso dalla Conferenza episcopale italiana vedrà i vescovi italiani recarsi alle ore 12 in preghiera (senza fedeli) in un cimitero delle rispettive diocesi. Rappresenteranno le loro comunità nel ricordo dei molti morti per Coronavirus, spesso in estrema solitudine, senza affetti e senza funerali. Sempre oggi alle 18 papa Francesco sul sagrato della basilica di San Pietro, dopo la preghiera, impartirà la benedizione urbi et orbi. Se la piazza sarà vuota, per ragioni di sicurezza sanitaria, sarà immensa la folla che spiritualmente sarà accanto al Papa.

In allegato una preghiera per le persone morte a causa del Coronavirus.

Se a volte le parole si fermano…

Buone notizie sulla ripresa di don Marco

Buone notizie anche oggi sulla ripresa di don Marco e questo ci rende sereni e grati a Dio. Abbiamo sempre nel cuore situazioni dolorose e laceranti di fronte alle quali ci troviamo spesso “balbettanti”. La poesia può aiutarci a pensare e a pregare. Ne è un esempio quella di Margherita Guidacci (1921 – 992), una delle voci più delicate della poesia religiosa contemporanea.

Lascia sia il vento

Lascia sia il vento a completar le parole
che la tua voce non sa articolare.
Non ci occorrono più le parole.
Siamo entrambi il medesimo silenzio.
Come due specchi, svuotati d’ogni immagine,
che l’uno all’altro rendono
un semplice raggio. E ci basta.

Cosa ci dice nel silenzio
il suono delle campane?

Mentre anche oggi le notizie sulle condizioni di salute di don Marco, assistente unitario e Adulti, dicono che sta reagendo bene alla terapia, pubblichiamo una riflessione di don Pietro, assistente diocesano Giovani e Acr.

Il tema è il messaggio delle campane che suonano in un tempo di silenzio, lontananza, solitudine estrema e morte. Quello delle campane vuole essere un suono di fraternità nel dolore e di speranza condivisa: su questo stesso tema avevamo avviato la riflessione con la nota pubblicata lo scorso 16 marzo. Don Pietro la approfondisce offrendo diversi spunti di meditazione e, soprattutto, condividendo i motivi della nostra fiducia nel Signore Gesù. Il rintocco sereno delle campane arrivi nelle case, sulle strade dove corrono le ambulanze a sirene spiegate, nelle camere d’ospedale, compresa quella dove don Marco si sta riprendendo.

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