Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Pace e politica: una traccia
da rinnovare e rafforzare

Gennaio è il Mese della Pace

In questo sito è pubblicato il messaggio di Papa Francesco per la celebrazione della 52esima Giornata mondiale della pace (che ricorre il 1 gennaio 2019). Una ricorrenza voluta da Paolo VI, oggi santo. In attesa di leggere tra pochi giorni il discorso del nostro vescovo Oscar alla città (31 dicembre) pubblichiamo un pensiero del Presidente diocesano che ancora una volta invita a non lasciare ai margini del cammino formativo il tema dell’impegno politico, a rileggere e rinnovare nella complessità di oggi la traccia lasciata da uomini e donne di Ac nel campo della politica al servizio della pace.

Perché prendere sul serio la politica?Il mese di gennaio, chiamato il “Mese della Pace”, è una delle occasioni per riflettere sulle responsabilità che ognuno di noi ha nei confronti dell’altro, della città, dell’Europa, del mondo. Quest’anno Papa Francesco pone la parola “politica” al centro della sua riflessione per la 52esima Giornata Mondiale della Pace che certamente abbiamo potuto leggere, visto che, appena resa nota, è stata pubblicata su questo sito. In questo mese anche l’Ac promuoverà iniziative e parteciperà a manifestazioni per la pace. E’ bene che sia così ma occorre compiere anche altri passi. Questo non vuole essere un commento alle parole del Papa ma un interrogativo che rivolgo a me stesso e all’associazione: che cosa ne abbiamo fatto dell’impegno politico, cosa ne abbiamo fatto della vocazione alla politica? Qualcuno mi ha chiesto recentemente perché torno così spesso su questo tema e perché cerco di riprendere il filo di un discorso che a molti appare spezzato.

Cosa può interessare la politica all’Azione cattolica? Lascio la risposta a Paolo VI che Papa Francesco riprende nel suo messaggio: “Prendere sul serio la politica nei suoi diversi livelli – locale, regionale, nazionale e mondiale – significa affermare il dovere dell’uomo, di ogni uomo, di riconoscere la realtà concreta e il valore della libertà di scelta che gli è offerta per cercare di realizzare insieme il bene della città, della nazione, dell’umanità”.

Troppe volte noi, associazione e Chiesa, abbiamo preso le distanze da questo appello e ci poi siamo chiesti perché oggi nello scenario politico nazionale i cattolici siamo pressoché insignificanti, invisibili.

E’ Papa Francesco, nel suo messaggio, a dare un segnale d’incoraggiamento: “La vita politica autentica che si fonda sul diritto e su un dialogo leale tra i soggetti, si rinnova con la convinzione che ogni donna, ogni uomo e ogni generazione racchiudono in sé una promessa che può sprigionare nuove energie relazionali, intellettuali, culturali e spirituali”. Occorre dunque ripartire da noi, da ognuno/a di noi.

Da alcuni anni in Ac si sta cercando di dare concretezza a un percorso di formazione che come laici ci è particolarmente caro: ci sono segnali promettenti – come il Laboratorio bene comune con i giovani, le iniziative interassociative, il mini-sussidio per gli Adulti – ma c’è molta fatica a rientrare in un campo dove in passato si sono rese visibili e feconde la testimonianza cristiana e la santità in politica di uomini e donne provenienti dall’Azione cattolica. Continuiamo con più coraggio e consapevolezza il cammino. A partire dal territorio e anche con altre aggregazioni laicali, rileggiamo e rinnoviamo le tracce di quella buona politica che si pone al servizio dell’umanità, della pace, del futuro.

Paolo Bustaffa

Posted in Senza categoria and tagged with , , , , . RSS 2.0 feed.