Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Migranti: è sempre il tempo
di prendere insieme la parola

“I morti: per favore per una volta invece dei vivi, dei migranti vivi, quelli che ci ingombrano che non sappiamo ripartire come armenti, dei flussi, degli ultimi, degli inutili, degli aventi diritto, dei clandestini, si abbia il pudore di non parlare. Contiamo gli altri, i migranti morti… Uomini portano a riva piccoli cadaveri con vestiti colorati…”. A scrivere queste righe, oggi 30 giugno, è Domenico Quirico, inviato di un quotidiano nazionale nelle aree più a rischio di conflitto del mondo. Per questa sua scelta professionale ha vissuto per diversi mesi sulla sua pelle il dramma del sequestro. Partiamo dalle sue parole non per scadere in moralismi e neppure in esercizi di buonismo.

Partiamo dalle parole di Quirico per chiederci se non sia giunto il momento di prendere la parola a fronte di un’umanità che continua a morire in mare (come nel deserto e in terribili campi di raccolta) e continua a morire sui tavoli di Governi nazionali d’Europa prima che su quello dell’Unione europea.

Non possiamo non prendere la parola per denunciare la mancanza di grandi visioni e di volontà politica nel cercare la soluzione radicale a un problema mondiale. Non possiamo non prendere la parola per denunciare la mancanza di rispetto della dignità di ogni uomo in tante scelte politiche e in tante esternazioni dell’opinione pubblica.

Non possiamo, in particolare, non prendere la parola per dire a noi stessi che occorre risvegliare la nostra coscienza di cristiani e di cittadini. Non possiamo trasformare la pur legittima richiesta di sicurezza in un’arma per respingere, per discriminare e per giustificare (con mille “però”) scelte politiche dettate da un calcolo di parte.

L’insistenza di papa Francesco e dei vescovi chiede con fermezza di risvegliare la nostra coscienza di laici perché all’impegno caritativo-assistenziale affianchiamo, in associazione e nella comunità cristiana, l’impegno culturale nel quale si radica l’impegno politico. Tocca a noi prendere la parola là dove viviamo, dove lavoriamo, dove studiamo…

Abbiamo da tempo iniziato questo percorso, oggi è più che mai necessario continuarlo insieme con maggior convinzione prendendo la parola in coerenza con le parole del Vangelo. Non ci interessa schierarci e far schierare, ci interessa pensare e far pensare.

Paolo Bustaffa

 

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