Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

L’Ac e il “dopo Firenze”:
urge uno scatto in avanti

IMG_20151113_120116“Non c’è dubbio che il Convegno ecclesiale nazionale dello scorso novembre "In Gesù Cristo il nuovo umanesimo" abbia segnato un passaggio importante per la vita della Chiesa italiana. Le parole pronunciate da Francesco nel duomo di Firenze risuonano ancora in tutta la loro chiarezza: questa è una stagione in cui alla Chiesa italiana è chiesto di fare uno scatto in avanti, di uscire per le strade e ad andare ai crocicchi, liberandosi dai timori che non fanno aprire al dialogo fecondo, che riducono le certezze a ponti levatoi e le prassi consolidate a zavorre che impediscono di osare. Così inizia la nota della Presidenza nazionale Ac che annuncia l'incontro del 15 gennaio a Roma con i rappresentanti dell'associazione che hanno fatto parte delle delegazioni diocesane: per la nostra diocesi Michele Spandrio (vicepresidente Giovani) e Paolo Bustaffa, Presidente diocesano.

“Siamo dunque chiamati a un “dopo Firenze” – continua la nota della Presidenza nazionale – a un cammino che potrà essere percorso in modo proficuo se sarà intessuto di uno stile preciso, richiamato in modo forte da Francesco: lo stile del dialogo, da perseguire con ostinata determinazione dentro e fuori la Chiesa. Nelle parrocchie, le associazioni, i movimenti. E dentro il mondo, nel confronto sereno e sincero con le culture, le tradizioni, le religioni.

Le coordinate per orientare il cammino sono state tracciate da tempo nell’Evangelii gaudium. È stato lo stesso Francesco a ricordarcelo. Si tratta allora di dare corpo alle sue indicazioni chiare e forti, calandole nella specificità della realtà italiana, attraverso l’esercizio di un serio e coraggioso discernimento comunitario.

A questo mira il seminario che l’Azione Cattolica propone per venerdì 15 gennaio 2016  per chiedersi, insieme agli oltre 200 soci di Ac presenti a Firenze come delegati delle proprie diocesi – e con loro i comitati scientifici degli Istituti dell’Ac “Vittorio Bachelet” e “Giuseppe Toniolo”, e la rivista culturale Dialoghi – come aiutare tutta la Chiesa italiana a fare in modo che le tante suggestioni, proposte e prospettive emerse durante la preparazione e lo svolgimento del Convegno abbiano un seguito, si traducano cioè in concreta realtà nella vita ordinaria delle diocesi, delle comunità, dei territori.

 «Una responsabilità che interpella in modo particolare il laicato», sottolinea il presidente Truffelli, «nelle sue articolazioni, nella sua presenza capillare dentro e fuori la comunità cristiana, dentro e fuori le parrocchie, nei territori, negli ambienti di vita, nella società, nel mondo della politica, dell’economia, della cultura, della carità. Spazi nei quali farci costruttori di alleanze: tra le generazioni, tra i territori, tra le culture, tra i popoli».

“Anche la nostra Ac – sottolinea  il Presidente diocesano Paolo Bustaffa – si sente chiamata a contribuire allo scatto in avanti chiesto da papa Francesco e perché questo si realizzi occorre che, in sintonia con i pensieri e le linee nazionali – intensifichi il suo sforzo per realizzare quelli che chiamiamo rinnovi e ricambi associativi”.

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