Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Richiedenti asilo e rifugiati:
quale accoglienza?

richiedenti asilo“Il fenomeno delle migrazioni sta assumendo sempre di più una portata epocale. Come discepoli di Cristo non possiamo essere sordi e rimanere inerti di fronte al grido di dolore che si leva da tanti nostri fratelli (uomini, donne e bambini) in cerca di una speranza e di una prospettiva di vita.” Sono queste le parole del nostro vescovo Diego per spiegare il testo con le linee-guida per l'accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati diffuso in questi giorni. Anche l’Azione Cattolica diocesana si sente coinvolta da queste linee-guida: la prossima assemblea diocesana (Sondrio, 28 febbraio 2016) avrà come tema l’immigrazione.

È una sorta di Vademecum per accompagnare le diocesi e le parrocchie in un cammino di umanità e speranza che aiuti a individuare forme e modalità per ampliare la rete ecclesiale dell'accoglienza a favore delle persone richiedenti asilo e rifugiate che giungono nel nostro Paese, nel rispetto della legislazione presente e in collaborazione con le Istituzioni. La Chiesa prega, riflette e lavora, perché sente il dovere di portare un proprio contributo all'elaborazione di stabili progetti di inclusione sociale e culturale. E agisce nella convinzione che l'afflusso di un numero così importante di richiedenti asilo costituisce non solo una fonte di problemi e di tensioni, dai toni spesso drammatici, ma anche una formidabile occasione di incontro, di crescita reciproca, di arricchimento culturale. Ricordando l'antica parola evangelica “ero forestiero, e mi avete ospitato”, anche papa Francesco invita tutti i credenti ad esprimere la concretezza del Vangelo e accogliere una famiglia di profughi. 

I tre principi-guida che hanno ispirato l'azione caritativa della Chiesa nella società contemporanea sono: il carisma dei fedeli laici, che, animati dalla carità, hanno la missione di collaborare all'edificazione di un ordine giusto; lo Stato laico, stimolato dalla Chiesa stessa, affinché le esigenze della giustizia diventino comprensibili e politicamente realizzabili; e l'azione della Chiesa, dove è necessario, in forma di impegno diretto o di supplenza all'autorità civile. Una prima concretizzazione delle linee-guida, indicate dal Vescovo di Como, si ipotizzano si differenti scenari: la collaborazione della Chiesa con altri soggetti – pubblici o privati – impegnati sul fronte dell'accoglienza; l'impegno diretto della Chiesa; la possibilità di accoglienza dei migranti presso nuclei familiari. In particolare la prima azione prevede che le parrocchie, gli istituti di vita consacrata e le associazioni ecclesiali o di ispirazione cristiana si rendano disponibili a collaborare con enti ospitanti, sia per ottemperare agli obblighi previsti dalla convenzione, sia (in modo particolare) per un obiettivo più generale di socializzazione e inserimento dei richiedenti asilo. La seconda azione fa raccogliere alla Chiesa la sfida di accoglienza in prima persona, attraverso gli organismi della pastorale diocesana, i santuari e gli istituti di vita consacrata, il tessuto delle parrocchie e le associazioni ecclesiali o di ispirazione cristiana. La terza azione, infine, prevede l'accoglienza di richiedenti asilo presso famiglie, con particolari cautele che tengano conto sia della tipologia familiare, sia della particolarità del richiedente asilo eventualmente accolto.

La comunità cristiana è il luogo dove la carità cristiana trova incarnazione e visibilità. Essa è chiamata ad essere casa della speranza per tutti, anche per quelli approdati nel suo territorio dopo mille peripezie. L'accoglienza dei richiedenti asilo è occasione di carità operosa, e viene nutrita di preghiera e spirito di contemplazione, come ci insegna papa Francesco nel capitolo quinto dell'Esortazione apostolico Evangelii gaudium. Bisogna perciò favorire il più possibile la gioia e l'umiltà dell'accoglienza, e suscitare condizioni di fraternità, relazione reale condivisione.

Migranti: Linee-guida diocesi

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