Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Perchè mai un giovane
dovrebbe andare a votare?

Perché mai domenica 4 marzo un giovane dovrebbe andare a votare? La domanda corre tra i giovani di Ac, compresi i coetanei del Msac. Con una lettera offrono una risposta il Settore Giovani e il Msac nazionali, aggiungendo una serie di riflessioni da raccogliere e sviluppare nella nostra realtà diocesana. La domanda, però, riguarda anche gli adulti perché, se le nuove generazioni si sentono così lontane dalla politica, le generazioni adulte devono farsi un esame di coscienza. Per costruire insieme un percorso comune verso il bene comune.

Allora leggiamo la lettera e facciamo giungere la nostra riflessione scrivendo alla mail comunicazione@azionecattolicacomo.it

Azione Cattolica Italiana 

Presidenza nazionale Settore Giovani 

Movimento Studenti (Msac)

Roma, 30 gennaio 2018

Cari amici, il prossimo 4 marzo saremo chiamati a votare per le elezioni politiche. Ma secondo diversi sondaggi quasi la metà dei giovani italiani non andrà a votare. L’astensionismo è il frutto di diverse cause. Ci sentiamo lontani da una politica dominata da scontri, personalizzazioni estreme e linguaggi violenti. Forse siamo disillusi dalla mancanza di attenzione per i giovani. Oppure non ci sentiamo ascoltati e sostenuti nei nostri desideri di trovare un lavoro, costruire una famiglia, contribuire al bene della società. Allo stesso tempo, però, siamo chiamati a vedere il buono che c’è intorno a noi. Ognuno di noi – ne siamo certi – conosce almeno una persona seriamente impegnata in politica, in un piccolo comune oppure in una istituzione nazionale, che si spende con passione e competenza per il bene comune. Ammiriamo chi porta avanti le proprie idee con coerenza e credibilità. Molte personalità di spicco hanno fatto appello a noi giovani perché, il 4 marzo, esercitiamo il nostro diritto e dovere di voto. Tra tutti il Presidente Mattarella ci ha ricordato come solo un secolo fa i nostri coetanei partivano per la Prima Guerra Mondiale, mentre oggi noi godiamo della pace e della democrazia. A questi appelli desideriamo aggiungere il nostro.

Da giovani tra i giovani, crediamo sia importante dirci alcune cose:

Vorremmo dirci che il nostro voto conta. Il voto è strumento per essere protagonisti. Non è vero che tutti i partiti, i candidati e le proposte, sono uguali. Ognuno di noi può informarsi, conoscere le proposte dei vari schieramenti e contribuire con il voto a scrivere un pezzo del presente e del futuro d’Italia.

Vorremmo dirci che possiamo contare gli uni sugli altri per aiutarci a maturare scelte consapevoli. Nelle scuole e nelle università, nei luoghi di aggregazione delle città, possiamo impegnarci a favorire momenti di studio, approfondimento e anche dibattito, serio e preparato. Come giovani di Azione cattolica ci mettiamo a disposizione per questo: in tutta Italia vorremmo creare occasioni di dialogo, parlando a tutti e con tutti, senza sostenere alcuna delle parti politiche ma favorendo il confronto costruttivo.

Vorremmo dirci che è importante, il prossimo 4 marzo, fare una scelta. Astenersi vuol dire subire passivamente la situazione intorno a noi. Scegliere di andare alle urne per votare è già un primo passo per il cambiamento, è già una scelta decisiva. Non guardiamo dalla finestra questo momento della storia d’Italia. Scegliamo di metterci in gioco.

Spesso abbiamo la sensazione che la politica sia qualcosa di lontano dalle nostre vite. Non è così: la politica incide profondamente sulla nostra quotidianità, sul presente e sul futuro di ciascuno. Se non ci interessiamo, conteranno solo le scelte degli altri. Diamo il nostro contributo all’Italia che sogniamo, cominciando dalla scelta di andare a votare.

Luisa Alfarano e Michele Tridente

Vicepresidenti nazionali per il Settore giovani di Ac

Adelaide Iacobelli e Lorenzo Zardi

Segretaria e vicesegretario del Movimento Studenti di Ac

Don Tony Drazza Assistente nazionale per il Settore giovani di Ac

Don Michele Pace Assistente nazionale del Movimento Studenti di Ac

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