Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Loreto: dieci anni dopo

Loreto 2004Sei tu la dimora di Dio: dieci anni dopo non possiamo non ricordare con gratitudine il pellegrinaggio nazionale dell’Azione Cattolica. Dieci anni. In questo tempo le nostre case hanno ospitato molti cambiamenti: si sono riempite di figli, si sono svuotate di persone care, hanno visto fidanzati sposarsi, bambini crescere… Così è la vita dei laici, così è anche la vita dell’AC. In Azione Cattolica, infatti, sono cambiati presidenti e responsabili, alcuni acierrini e giovanissimi sono diventati giovani fuorisede o educatori, qualcuno è alla soglia dell’età adulta; qualcuno ha lasciato, altri sono arrivati; gli adulti sono cresciuti, alcuni anziani soci hanno raggiunto la casa del Padre… sono sorte associazioni parrocchiali, altre si sono trasformate e unite; chi era impegnato a livello nazionale è tornato in parrocchia o si è ributtato nella vita diocesana, mentre in Centro nazionale sono passate persone nuove, o è tornato chi c’era già in altra veste…

Una casa di certo non è cambiata in questo tempo: la Santa Casa di Loreto, il luogo del sì di Maria, dove 10 anni fa l’Azione Cattolica si è riunita attorno a papa Giovanni Paolo II per declinare in maniera rinnovata la propria scelta di laici dentro la Chiesa. Contemplazione, Comunione e Missione – ci disse il Santo Padre – sono la strada e la meta per chi sceglie quella particolare forma di vita laicale che è l’AC; e ci è sembrato un modo nuovo di vivere quell’antico preghiera-azione-sacrificio (e studio) che i soci più anziani ci hanno sempre ricordato. Allora si è ripartiti, avviando progetti piccoli e grandi alla luce delle scelte della CEI – l’educazione in primis – e soprattutto dei cambiamenti epocali della Chiesa: l’arrivo di Benedetto e poi di Papa Francesco. Il nuovo mandato all’AC, in questa Chiesa rinnovata dallo Spirito, le chiede di andare con gioia dietro Gesù. Cose nuove e cose antiche, direbbe qualcuno, per dare una nuova impronta a quel ministero laicale che dobbiamo costantemente tenere vivo e rinnovato, oggi sempre più in ascolto e a servizio della vita. Se il verbo “andare” connota in maniera particolare la nostra missione oggi – e Papa Francesco non smette di ricordarcelo –, è soprattutto quel “rimanere con Gesù” che forse ereditiamo più di tutti da Loreto, dalla casa che vide il Signore negli anni della sua “vita nascosta” durante i quali si “laureava in umanità”, come direbbe don Tonino Bello. Una contemplazione nella quotidianità che solo Maria può insegnarci, colei che osservava il mistero e lo meditava nel suo cuore, in piena comunione col Figlio anche se non sempre lo comprendeva pienamente. Maria, inoltre, ci insegna anche a gioire nel Signore: il Magnificat sgorga dal suo spirito che salta di gioia (exsultat) per aver contemplato la misericordia e la bontà di Dio verso il suo popolo e verso di lei, dopo la prova fornita dalla gravidanza di Elisabetta. Un canto di lode di chi riesce a guardare la storia con gli occhi di Dio e a fare sua quella logica; un canto che – mi piace pensare – in seguito avrà riecheggiato più volte dentro quelle mura di Nazareth che tutti insieme abbiamo visitato a Loreto.

Ripassare per Loreto, allora, ci può dare la spinta verso quelle periferie da abitare e rendere vive della presenza del Signore, di cui il nostro Progetto Formativo ci aiuta a prendere la forma. Buon cammino!

Romina Ramazzotti

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