Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Jus soli: i bambini
hanno da dire qualcosa

Mentre il confronto politico sullo jus soli (la cittadinanza per nascita) continua ad occupare ampi spazi mediatici, mettendo in evidenza fragilità culturali, inconsistenze politiche e tiepidezze umane, un giornale nazionale ha concluso un corsivo di prima pagina con il racconto di una famiglia di Roma (la famiglia del giornalista autore del commento) che ha avuto ospite un bambino orientale. “Di dove è?” hanno chiesto i genitori al figlio che aveva invitato a casa il compagno di scuola. La risposta del bambino è stata: “Di Roma”.

Non ha detto cinese, indiano, pakistano, cingalese, ha detto “ E’ di Roma”.

Forse ha detto: “E’ de Roma”.

I piccoli hanno pensieri grandi e, quindi, sorprendenti.

Le loro risposte alle domande vanno oltre le riserve, le paure e i calcoli degli adulti.

Sanno guardare più in alto e più lontano.

Per rendersene conto sarebbe utile parlare con le insegnanti di qualche scuola dell’infanzia (e non solo): scopriremmo che il mondo è già in casa nostra perché in molte aule scolastiche, con i volti di tutti colori, si sta già disegnando la società di domani, la nostra società, la società italiana.

Non capire questo significa perdere l’appuntamento con la storia.

Significa rendersi conto che il tema dello jus soli è troppo importante per abbandonarlo ai sostenitori di un’ideologia che nulla ha a che fare con la politica. Occorre un sussulto della coscienza per ribellarsi a un furto di dignità e di civiltà.

Ascoltiamo i piccoli, hanno da dire qualcosa.

Ci sono, ad esempio, bambini di una scuola dell’infanzia del nostro territorio che ogni giorno fanno un cerchio festoso attorno a un bimbo diverso da loro, lo cercano, lo salutano, lo coccolano. E lui, che non parla, spalanca gli occhi in un sorriso.

Non si sente temuto ma accolto.

Grandi, questi bambini!

Certo, il tema dello jus soli va affrontato e risolto con realismo, ne vanno valutati con competenza i diversi aspetti, va inserito nel contesto migratorio, va declinato con la vita di oggi e di domani della città.

Non dobbiamo però crearci un alibi per sfuggire alla complessità.

Non dobbiamo sottrarci alla responsabilità di essere “buoni cristiani e onesti cittadini” come dice Giovanni Bosco: appello che riprendiamo nel nostro documento associativo “Impegno per la città”. (www.azionecattolicacomo.it). Dobbiamo ribellarci per amore dei più piccoli a parole e prospettive dettate dalla paura, dall’egoismo, da un realismo malato di pessimismo.

Anche lo jus soli mette alla prova la capacità della nostra associazione di essere, sul territorio, generativa di quell’umanesimo che ha il sapore del Vangelo. Sotto gli occhi dei bambini.

Paolo Bustaffa

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