Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Giulio Veronesi: un volto della carità intellettuale

Giulio Veronesi

Si sono celebrate questa mattina, 3 luglio, nella chiesa di Sant’Agostino, le esequie funebri di Giulio Veronesi morto il 1 luglio. Hanno concelebrato l’arciprete don Mauro Giordano, monsignor Angelo Riva e monsignor Carlo Calori. Nell’omelia monsignor Riva ha sottolineato la forte passione di Giulio Veronesi per l’ascolto, la ricerca e il servizio alla Chiesa e alla città. “La sua testimonianza di carità intellettuale – ha affermato – diventa un incoraggiamento a coloro che sono impegnati per la formazione della coscienza in un tempo di disorientamento”. Erano presenti come in un abbraccio, la moglie Natalia, i figli, i nipoti attorno ai quali si stringevano parenti e amici. L’Azione Cattolica, nella quale Giulio Veronesi si era formato, per continuare poi nella Fuci e nei Laureati Cattolici, era rappresentata dal Presidente diocesano.

Biografia

Per la Chiesa e per la Città

Classe 1923, parrocchia di Sant’ Agostino. Formazione in famiglia e nell’Azione Cattolica, ottima carriera scolastica, che culminerà nella laurea in ingegneria meccanica. Passando anche attraverso l’esperienza dolorosa della guerra, Giulio Veronesi ha forgiato un carattere forte e tutto d’un pezzo, volitivo ed esigente, ha partecipato ai movimenti giovanili cattolici (la Fuci, ad esempio), ed è approdato con vigore alla stagione adulta, pronto ad affrontare le sfide del futuro. Le nozze nel 1950 (tra pochi mesi ci sarebbe stata la festa dei sessantanove anni di matrimonio) con Natalia Prada, pediatra, e poetessa, donna di grande intelligenza e di viva spiritualità, hanno consolidato, grazie ai cinque figli, una prospettiva solida di vita, in cui avevano grande peso i valori di un cattolicesimo integro, vissuto secondo lo spirito dei “Laureati Cattolici”, di una professionalità aggiornata ed onesta, e di una apertura sociale attiva e multiforme.

    Al lavoro per un ventennio, anche dirigenziale, alla Ticosa, e a quello imprenditoriale soprattutto nel campo tessile, l’ingegner Veronesi ha associato, tra l’altro, le responsabilità di presidente degli uomini di Azione Cattolica, di assessore del Comune di Como, per due mandati, nella giunta del sindaco Lino Gelpi, e di primo presidente del Consiglio d’Istituto del Liceo Volta.

Gli ultimi decenni, quelli della cosiddetta pensione, hanno visto, il nascere, in particolare, di quella che può essere considerata “creatura” privilegiata dell’ingegner Veronesi, il “Gruppo Ascolto”. Spalleggiato dalla straordinaria competenza di don Bruno Maggioni, ha messo insieme una lunga serie di graditissimi corsi biblici per laici, e di incontri di riflessione religiosa e filosofica con personalità illustri, orientati alla ricerca, anche sofferta, della verità, alla maniera delle iniziative del cardinal Martini. 

Un pensiero

Un mendicante della verità

Ho provato soprattutto “stupore”
mentre nella chiesa di Sant’Agostino, questa mattina 3 luglio, si celebravano
le esequie funebri di Giulio Veronesi. Una persona che, data la mia prolungata
lontananza da Como, non avevo avuto modo di incontrare. Di lui e della sua
testimonianza sapevo perché mi avevano raccontato coloro che avevano condiviso
le sue fatiche e le sue speranze. Improvvisamente mi sono sentito “dentro” la
storia di questo laico che aveva vissuto e testimoniato la sua fede attraverso
le scelte essenziali di ogni giorno e attraverso le domande che poneva a se
stesso e agli altri.  Mi sono stupito, io
che non l’ho conosciuto, di sentirlo così vicino, di sentirlo “compagno di
strada”. Penso che sia la fede, libera da confini di tempo e di spazio, a
portare a questa intensa fraternità. Penso che sia il sentirsi pellegrini
dell’assoluto, sconosciuti ma non ignoti, a far nascere lo stupore nell’ultimo
incontro terreno.

Un mendicante della verità, un
laico che amava la fatica e la bellezza del pensare e del condividere con altri
il pensiero. In questo orizzonte interiore è nato e cresciuto l’umanesimo di
Giulio Veronesi cioè la sua passione per la comunicazione tra i volti, a
incominciare da quello della moglie, dei figli, dei nipoti. Un’eredità che ha
reso bellissima la storia scritta da tanti laici della nostra Ac diocesana. La
memoria prende la parola, anche a nome di Giulio Veronesi, per invitare l’Ac alla
riscoperta del senso di quattro parole fondanti e generative: passione, azione,
sacrificio e, su suggerimento di Paolo VI, studio.  Viene da questa memoria viva e vivificante il
monito e l’incoraggiamento a spalancare gli occhi sulla Bellezza, a spingere lo
sguardo più in alto e più lontano.  Come
fa il mendicante della verità. Come ha fatto Giulio Veronesi

Paolo Bustaffa – Presidente
diocesano Ac

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