Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Giornata del malato: la sapienza del cuore

pope_bergoglio_AP-movilSapientia cordis. «Io ero gli occhi per il cieco, ero i piedi per lo zoppo».  E’ dal libro di Giobbe (29,15)  che papa Francesco ha colto il titolo per la XXIII Giornata mondiale del malato, istituita da san Giovanni Paolo II. Una giornata che non a caso si celebra oggi, ricorrenza e memoria della apparizione della Madonna a Lourdes  (11 febbraio 1858). La sapienza del cuore,  scrive il Papa, è “un atteggiamento infuso dallo Spirito Santo nella mente e nel cuore di chi sa aprirsi alla sofferenza dei fratelli e riconosce in essi l’immagine di Dio”.

"Sapienza del cuore – continua Francesco – è servire il fratello. Nel discorso di Giobbe che contiene le parole ‘io ero gli occhi per il cieco, ero i piedi per lo zoppo’, si evidenzia la dimensione di servizio ai bisognosi da parte di quest’uomo giusto, che gode di una certa autorità e ha un posto di riguardo tra gli anziani della città”.

Anche per la nostra associazione  queste parole  richiamano il valore e l’impegno del servizio ai più fragili e riportano immediatamente il pensiero  al tema  della dimensione umana del vivere. Richiamano in particolare la prossima assemblea diocesana che si terrà a Como il 15 marzo sul tema del convegno ecclesiale di Firenze “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”.

La sofferenza e a malattia sono strade maestre per incontrare l’uomo nella sua verità, nel suo mistero.

Il servizio ai malati, scrive ancora il Papa “specialmente quando si prolunga nel tempo, può diventare faticoso e pesante. È relativamente facile servire per qualche giorno, ma è difficile accudire una persona per mesi o addirittura per anni, anche quando essa non è più in grado di ringraziare. E tuttavia, che grande cammino di santificazione è questo!”-

Il tempo trascorso accanto al malato non è mai tempo perso anzi è un tempo che prende umilmente la parola per insegnare il significato ultimo della vita: è un tempo che aiuta a liberarsi dall’oppressione della velocità  imposta dalla cultura di oggi e accompagna il pensiero verso “le cose ultime”.

Dobbiamo ringraziare di cuore i malati  per la ricchezza spirituale e umana che offrono anche alla nostra associazione. Sappiamo che sono in mezzo a noi. Sono loro ad allargare all'infinito l'abbraccio del Padre. In loro, come scrive papa Francesco, siamo chiamati a riconoscere l'immagine di Dio.

Paolo Bustaffa

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