Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Franco Ronconi, nuovo presidente Ac:
«Capaci e lieti di costruire legami»

«…anche nei momenti più faticosi abbiamo cercato di non mettere l’associazione in pausa. Spontaneamente sono nate reti di preghiera e strumenti di attenzione alle persone più sole e in difficoltà».
È un passo tratto dall’intervista con il Presidente diocesano di Azione cattolica, pubblicata sul Settimanale della Diocesi di Como del 22 ottobre 2020 (numero 40). Riferendosi alle esperienze estive, Franco Ronconi ha affermato che queste «non sono state solo un adattamento alla situazione contingente, bensì l’occasione per coinvolgere in modo nuovo un numero maggiore di associati e simpatizzanti». Nell’intervista sono toccate in particolare le prospettive dopo l’assemblea del 27 settembre e il Sinodo diocesano.
Per completare il quadro delineato nell’intervista – e negli interventi assembleari pubblicati su questo sito – aggiungiamo la presentazione dell’icona dell’anno associativo “Servire e dare la Vita” tenuta all’assemblea da don Pietro Bianchi, assistente diocesano Acr, Giovani e Msac.

(Nella foto, il gruppo dei giovani all’assemblea Ac del 27 settembre scorso)

L’intervista integrale e l’icona dell’anno associativo

«Capaci e lieti di costruire legami»

Intervista con il Presidente diocesano Franco Ronconi in margine all’assemblea di settembre

“Servire e dare la propria vita” il tema scelto dal consiglio diocesano di Azione Cattolica per l’assemblea d’ inizio dell’anno associativo tenuta a Delebio, domenica 27 settembre. 
Oltre 100 i partecipanti tra i quali un folto gruppo di ragazzi e giovanissimi che hanno eseguito il passaggio a far parte dei gruppi di maggiore età. Don Marco Zubiani assistente diocesano unitario e settore adulti, ha aperto l’assemblea con la preghiera e subito dopo don Pietro Bianchi assistente diocesano Acr, Giovani, Msac, nel suo intervento ha posto le tracce del tema dell’assemblea. Don Marco Ghiazza, assistente nazionale del settore Acr (Azione Cattolica Ragazzi), ha ricordato l’importanza della presenza in Ac delle fasce d’età dai ragazzi ai giovani, i quali arricchiti dalla formazione cristiana, sono testimoni di fede nelle comunità.
La presenza del vescovo mons. Oscar Cantoni, che ha celebrato la messa con i sacerdoti assistenti e con quelli della comunità pastorale di Delebio, è stata di sostegno e sprone all’Ac diocesana per il servizio che svolge nella Chiesa.
L’assemblea è proseguita con la proiezione di filmati delle attività estive e con un ampio dibattito sul cammino.
A questo riguardo abbiamo rivolto alcune domande al Presidente diocesano Franco Ronconi.

Quali prospettive sono emerse dall’assemblea diocesana che ha visto la presenza del vescovo Oscar e avuto un titolo in sintonia anche con la storia recente della nostra diocesi “Servire e dare la propria vita”?

«Prima di tutto devo dire che è stato molto bello rincontrarsi. Era il primo nostro incontro unitario dal lockdown. Negli occhi delle persone ho letto la gioia di potersi finalmente ritrovare, di ripartire insieme. Tanti associati mi hanno detto quanto hanno desiderato e apprezzato l’assemblea che abbiamo vissuto. Il vescovo Oscar ha notato proprio questo. “Avverto un bel clima di famiglia”, ci ha detto, “la mia gioia è piena perché so che attraverso di voi si realizza il miracolo dell’unità: tra di voi, innanzitutto, tra famiglie, tra laici e sacerdoti, tra giovani e adulti, mediante anche un dialogo e un confronto continuo, alla ricerca della volontà di Dio, al servizio della Chiesa e del territorio.” Questa è la prospettiva del nostro impegno. “Servire e dare la propria vita” significa mettersi al servizio delle nostre comunità cercando di testimoniare l’amore di Dio».

Come l’associazione ha vissuto nei mesi scorsi l’esperienza del Covid, come sono stati vissuti i campi diocesani?

«Sono stati mesi difficili e impegnativi. Ma anche nei momenti più faticosi abbiamo cercato di non mettere l’associazione in pausa. Spontaneamente sono nate reti di preghiera e strumenti di attenzione alle persone più sole e in difficoltà. L’estate è stata l’occasione per vivere in nuovi modi la fraternità associativa. Abbiamo sperimentato un campo per famiglie on-line, un cammino per gli adulti con dei filmati video sul nostro canale Youtube e un pellegrinaggio in presenza, un campo misto online e in presenza per i giovanissimi e delle giornate lungo l’estate per i giovani. Abbiamo scoperto che queste esperienze non sono state solo un adattamento alla situazione contingente, bensì l’occasione per coinvolgere in modo nuovo un numero maggiore di associati e simpatizzanti».

Come si prepara l’Ac a vivere i prossimi mesi che destano ancora trepidazione e incertezza?

«Dobbiamo avere coraggio per non fermarci di fronte alle difficoltà, attenzione per i bisogni sorti attorno a noi, quelli materiali e quelli relazionali, ricordandoci che la solitudine è anch’essa una forma di povertà. Servirà creatività per saper rinnovare la proposta associativa e renderla compatibile con le norme che man mano vengono emesse.  Infine dovremo mantenere una caratteristica fondamentale dell’Ac, la capacità di costruire legami. Abbiamo compreso come l’esperienza del gruppo, che era parsa così fuori moda negli ultimi anni, ha invece una marcia in più. Nel gruppo tutti, in particolare i giovani e gli adolescenti, vivono un’esperienza di fraternità che aiuta ad attraversare con fede le difficoltà della vita».

L’Ac è presente nel cammino sinodale come tale e con i sinodali che la rappresentano nelle assemblee e nei circoli territoriali. Come l’associazione sta vivendo questa avventura ecclesiale che oggi si sta concentrando sul tema “Misericordia e comunità cristiana” alla luce delle testimonianze dei due prossimi beati Maria Laura Mainetti, padre Giuseppe Ambrosoli e del “martire della carità” don Roberto Malgesini?

«L’Ac crede molto nel sinodo, proprio perché esperienza di corresponsabilità ecclesiale. I sinodali della nostra associazione hanno visto con favore la decisione di ripartire con i lavori del sinodo e la scelta di focalizzare il discernimento comunitario sul tema Misericordia e comunità cristiana nel solco dei testimoni di vicinanza e fraternità, che la nostra Chiesa di Como ha avuto. Una scelta che permette di valorizzare il percorso fin qui fatto e nel contempo di compiere con slancio il cammino di rinnovamento di cui la nostra Chiesa ha bisogno. Anche l’intera associazione accompagna i lavori sinodali con attenzione e nella preghiera».

A cura di Paolo Pirruccio

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