Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Don Renato è con il Signore
Ci aveva ricordato un compito

“Il Signore ha chiamato a sé il nostro don Renato Lanzetti. Accompagnamolo nella preghiera + Vescovo Oscar”.

Il doloroso messaggio è arrivato alle prime luci dell’alba di oggi, Mercoledì della Settimana Santa. Alla preghiera uniamo il ringraziamento commosso per il tanto bene che don Renato ha voluto a Dio, alla Chiesa e, insieme, alla nostra associazione. Era stato all’assemblea diocesana del 22 settembre a Piantedo. All’omelia ci aveva detto: “Uno dei compiti dell’A.C. nella Chiesa è proprio quello della formazione delle coscienze. Quanta povertà da questo punto di vista è diffusa nella nostra società e nella Chiesa. Noi, come discepoli di Gesù, siamo interpellati a rispondere a questa povertà, siamo chiamati a fare delle scelte di impegno educativo, ad assumerci un impegno educativo che dura nel tempo: educare i piccoli, i giovani, gli adulti”.  Pubblichiamo il testo integrale dell’omelia.

Omelia di don Renato Lanzetti

Vicario generale della diocesi di Como

Piantedo – Assemblea A.C. 22.09.2019

La parabola dell’amministratore infedele Frase centrale del Vangelo di oggi: “Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza”

  • Non lodò la disonesta, ma la scaltrezza:
  • Di fronte ad una situazione di emergenza, l’amministratore non si è affidato al caso, non è stato con le mani in mano, non ha atteso l’irreparabile, ma si è fermato a riflettere, ha cercato una soluzione di salvezza e l’ha messa in atto con determinazione
  • Gesù ci invita a considerare questa furbizia, questa prontezza.

Il cristiano non dovrebbe essere pronto, scaltro, furbo, risoluto nell’assicurarsi il Regno di Dio?

Con Gesù il Regno di Dio è arrivato; Dio, nella sua misericordia invita tutti; occorre cogliere l’urgenza del momento, occorre decidersi per il Regno:
“Il tempo è compiuto, il Regno di Dio è vicino, convertitevi e credete nel Vangelo”.

  • Un esempio di decisione nell’accogliere il Regno: cambiare
    atteggiamento verso le ricchezze:

Il denaro ha due facce: una positiva, una negativa. È nato per servire l’uomo; Spesso tende a diventarne padrone. Allora bisogna decidersi:

  • Non considerare il denaro come qualcosa da possedere, accumulare, con cui dominare, schiacciare gli altri, sfruttarli… (cfr. rimprovero di Amos nella 1° Lettura)
  • Ma amministrare il denaro trasformandolo in mezzo di aiuto, di solidarietà
  • Ecco, allora: “Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne”.

La ricchezza è detta “disonesta” perché è ingannevole: promette pienezza e felicità e non mantiene; invita l’uomo a porre fiducia, poi delude. Utilizza questa ricchezza per farti degli amici che ti accolgano nelle dimore eterne. Chi sono gli amici di Dio che ti possono accogliere nelle dimore eterne? Sono i poveri.

  • “Qualunque cosa avete fatto al
    più piccolo dei miei fratelli l’avete fatto a me”:

È questo il filo rosso che vi accompagnerà in questo nuovo anno sociale. Una frase tratta dal Vangelo, nel brano del giudizio universale, in cui Gesù si identifica con i più piccoli, i poveri, gli affamati, i carceati, i forestieri ecc. Certamente dobbiamo intendere queste situazioni come forme di povertà materiale che ci interpella sempre (Cfr. opere di misericordia corporale). Possiamo, però, anche intendere queste condizioni come una forma di povertà spirituale, culturale, a cui dobbiamo dare una risposta.

Uno dei compiti dell’Ac nella Chiesa è proprio quello della formazione delle coscienze. Quanta povertà da questo punto di vista è diffusa nella nostra società e nella Chiesa. Noi, come discepoli di Gesù, siamo interpellati a rispondere a questa povertà, siamo chiamati a fare delle scelte di impegno educativo, ad assumerci un impegno educativo che dura nel tempo: educare i piccoli, i giovani, gli adulti.

Assumerci come compito quello di seminare nelle coscienze nostre e della gente principi autenticamente umani e cristiani, idee e convinzioni, che poi guidino i comportamenti: è questo uno degli impegni più urgenti e più nobili.

Se lo scegliamo insieme, se ce lo assumiamo insieme, come associazione, certamente porteremo dei frutti che aiutano le persone a crescere interiormente, a fare poi delle scelte più convinte anche in ordine alla fede: una fede che diventerà motivata, matura, adulta, fondata, e, pertanto, più stabile e più missionaria.

  • La nostra Chiesa
    diocesana sta vivendo un grande momento di riflessione e di discernimento: il
    Sinodo.

Sacerdoti, religiosi, consacrati e fedeli laici, tutti, siamo stati invitati a vivere questa occasione di grazia con la preghiera, con la riflessione e con il confronto perché possiamo noi stessi fare esperienza della misericordia di Dio, lasciarci avvolgere da tale misericordia per diventarne annunciatori e testimoni nei diversi ambiti di vita, in una società dove sembrano regnare l’aggressività, la vendetta, la rivalità, l’indifferenza, lo scoraggiamento, la lamentela e lo scetticismo.

  • All’inizio di un nuovo anno sociale che vi vedrà coinvolti anche nei rinnovi e nei ricambi delle cariche e delle responsabilità, il Signore vi conceda quella furbizia e determinazione spirituale che vi porti a non lasciar cadere invano questo tempo di grazia, ma a viverlo come occasione importante per un rinnovamento interiore di ciascuno e per una ripresa gioiosa ed entusiasta della vita ecclesiale e degli impegni associativi, in particolare dell’impegno delicato ed urgente di formazione della coscienza.

Vi assista la Madonna con la sua protezione materna che invochiamo soprattutto in questa novena della festa della sua apparizione a Tirano.

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