Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

“Con amore nella storia”:
l’Ac diocesana si racconta

Cia Marazzi, autrice del volume dedicato all'Ac comasca

Con amore nella storia. L'Azione Cattolica della diocesi di Como si racconta. Dalle origini al 1945”.  E' uscito il primo libro sulla storia dell'Azione cattolica della diocesi di Como scritto da Cia Marazzi.

Nel 150° anniversario della nascita dell'associazione nazionale questo testo, corredato da molte fotografie, è un segno che unisce il passato al presente e li apre al futuro. Unisce anche il nostro territorio diocesano a tutti gli altri territori dove la Chiesa e l'Azione Cattolica sono presenti e piene di vita. Il libro è già disponibile in segreteria diocesana.

Di seguito pubblichiamo la prefazione che il presidente diocesano, Paolo Bustaffa, ha scritto per esprimere l'affetto e la gratitudine dell'associazione a Cia Marazzi.

 

Cia Marazzi

Con amore nella storia L'Azione cattolica della diocesi di Como si racconta. Dalle origini al 1945

Prefazione

“La memoria storica e la riflessione sul passato aiutano a far crescere, con la conoscenza, la comune responsabilità su come rispondere alle grandi sfide del nostro tempo, nell’ora presente e in vista del futuro”.

(Card. Dionigi Tettamanzi, 1° settembre 2009)

Nel 150° anniversario della nascita dell’Azione Cattolica Italiana si colloca, quale pietra preziosa, questo testo storico scritto da Cia Marazzi. È un racconto dei primi passi, è un affresco nel tempo di tanti volti, noti e meno noti, che fecero bella l’Azione Cattolica della diocesi di Como perché belle fossero la Chiesa e la Città. Sono pagine, originariamente manoscritte, che si leggono con quella trepidazione che arriva quando, aperto lo scrigno, si scopre un dono sorprendente. E questo avviene, mentre si leggono le pagine, grazie alla leggerezza della mano, alla profondità del pensiero e alla tenerezza del cuore di chi ha scritto.

Questo racconto non è un ritorno al passato per rimanervi immobili, non è una nostalgia.

È un fare memoria, attraverso la conoscenza di quella iniziale stagione associativa, per vivere il presente con la responsabilità, la fiducia e la speranza di tanti laici che hanno lasciato una traccia di santità quotidiana nella storia. Uomini, donne, giovani, ragazze e ragazzi che furono accompagnati, nella formazione della coscienza nella vita spirituale, da sacerdoti innamorati del Vangelo e della Chiesa. Da questi preti è venuto quel “sensus Ecclesiae” che ha generato il desiderio di abitare il tempo e lo spazio da credenti lieti e inquieti.

Così questo racconto intreccia il cammino dell’associazione con il cammino della Chiesa, con il cammino della società, con il cammino della cultura del territorio.

Da questo stare con amore nella storia viene un messaggio di vita, da rimettere con ancor più creatività e coraggio in cima ai pensieri e alle scelte di un’associazione ecclesiale di laici.

Ci sono molti volti tratteggiati nelle pagine del testo: anche questo è un appello a tenere viva la bellezza della comunicazione tra i volti, che nasce dalla bellezza della comunicazione con il Volto.

In questa storia si inserisce mirabilmente il tema della formazione della coscienza cristiana, che trova il suo inizio e il suo compimento nella relazione con Dio, nelle relazioni interpersonali che sono i fili di un robusto tessuto umano, ecclesiale e sociale.

Oggi alla generatività delle relazioni si affianca la generatività delle connessioni: tra le due esperienze di umanità è importante mantenere viva un’alleanza educativa. 

Il racconto, dopo una prima parte dedicata alla nascita dell’associazione, si sofferma sulla sua componente femminile. Un capitolo storicamente rilevante che conferma come questa presenza sia anche oggi significativa e promettente.

Da sempre “il genio femminile” è per l’Azione Cattolica una ricchezza generativa di pensieri grandi, di speranza operosa, di comunione. Un “genio” fatto di preghiera, di intelligenza, di concretezza, di fiducia, che ancora oggi mantiene vivo e fecondo il dialogo tra generazioni.

Tra le righe appaiono anche difficoltà e incomprensioni, ma non sono queste a guidare la mano di chi scrive e gli occhi di chi legge.

Qui viene, piuttosto, il messaggio del realismo cristiano che non ignora i problemi e gli insuccessi ma non lascia a loro l’ultima parola. 

L’ultima parola spetta alla speranza che non delude e le cui ragioni l’Azione Cattolica è chiamata a dire, con la vita e il pensiero, a tutti coloro che incontra. 

E dirà queste ragioni, come Pietro suggerisce, con dolcezza, con rispetto, con retta coscienza. 

Questo lo stile dell’Ac di stare nella storia con l’intelligenza dell’amore.

Paolo Bustaffa, presidente dell’Azione Cattolica della Diocesi di Como

 

 

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