Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

C’è solo una razza:
quella “umana”

Con l'identità minacciata si insinua la dottrina della purezza etnica e della contaminazione

Ha sconcertato l’affermazione di Attilio Fontana, candidato della Lega alla Presidenza della Regione Lombardia, velocemente ridotta a “lapsus” accompagnato da qualche scusa. Sulla definizione “razza bianca” alla quale sono legate nella storia immani sofferenze di innocenti, Avvenire, nell'edizione odierna, pubblica un commento di Giuseppe Anzani.

Nel riprodurre di seguito solo la parte finale invitiamo alla lettura del testo integrale (www.avvenire.it)

 

“Io non penso nemmeno per un attimo che la gente lombarda abbia di questi pensieri. Anzi è la più accogliente d’Italia, ospitando 1,3 milioni di stranieri. Provenienti da un arcobaleno di decine di Paesi diversi. Lavorano, pagano le tasse, mandano i figli a scuola. Alle università di Lombardia sono iscritti quasi un quarto di tutti gli universitari stranieri in Italia. Apprendono la cultura "nostra". E poi non credo neppure che il candidato presidente lombardo Fontana abbia inteso di proposito di seminare odio o disprezzo. No. Paura sì, però, paura cavalcata elettoralmente con fantasmi di «estinzione dell’etnia».

Ma qui, appunto, con l’identità minacciata si insinua la dottrina della purezza etnica e della contaminazione. E non si capisce che la soluzione non è il rifiuto, ma l’integrazione. Farli nostri è il loro divenire nostri. Noi e loro, e ci richiamiamo "noi". Lo slogan che «non possiamo prenderli tutti» non sbianca le parole sbagliate. Lo sappiamo tutti che "tutti non possiamo prenderli" (e del resto, gran parte chiede di migrare altrove). Ma quelli che possiamo prendere prendiamoli con noi. Di una cosa siamo totalmente sicuri, che sono della nostra stessa razza. Umana”.

 

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