Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Assemblea diocesana

Rafting 2014L’avventura continui!

Anche dal rafting dei ragazzi sull’Adda un messaggio di entusiasmo e di responsabilità

Sabato 6 settembre quattro gommoni scivolano sull’Adda con a bordo i ragazzi e gli adolescenti dell’Azione cattolica diocesana che così vivono il loro passaggio dall’Acr ai Giovanissimi e dai Giovanissimi ai Giovani. Le immagini del rafting scorrono il giorno dopo, domenica 7 settembre a Morbegno, nella sala dove si tiene l’assemblea diocesana che dà il via all’anno associativo 2014-2015 sul tema “Coraggio, sono io”. Il messaggio dei più giovani dell’associazione è chiaro: ognuno è chiamato alla responsabilità personale perché deve muovere con forza e competenza la propria pagaia ma tutti sono chiamati a muovere le pagaie con regole comuni perché l’imbarcazione proceda sotto la guida sicura del timoniere. E’ l’icona della corresponsabilità. Dall’immagine alla realtà il passo è breve e richiama la rinnovata volontà dell’Ac di vivere e di comunicare la bellezza dell’avventura cristiana che attraversa e coinvolge la famiglia, la parrocchia, la diocesi, il territorio.
Al tema del coraggio che Gesù infonde nei discepoli impauriti, viene dedicata, in continuità con la celebrazione eucaristica, la riflessione a più voci: l’assistente diocesano introduce e tesse gli interventi di cinque laici che declinano le parole di Gesù con le loro sensibilità, le loro situazioni di vita e con l’esperienza associativa.

La corresponsabilità, una delle attenzioni prioritarie nel percorso formativo, viene così sperimentata anche nella sua dimensione spirituale e questo esercizio condiviso di interiorità laicale, inaugurato di recente in consiglio diocesano, viene proposto per tutti gli incontri associativi che avverranno nell’anno.

L’assemblea, nel dedicare i lavori dei gruppi alle prospettive di crescita, prende poi a cuore la domanda del vescovo Diego: “Dove stiamo andando?”. Prende a cuore le sue preoccupazioni e le sue speranze sullo stato di salute della fede e della testimonianza cristiana nelle nostre comunità.

E il prendere a cuore significa per l’Ac crescere come associazione orante, pensante ed educante. Significa diventare sempre più dono alla comunione e alla missione. Significa sorprendersi nel vedere che il tronco associativo non è affatto secco perché spuntano germogli che sono il risultato di un impegno profuso in anni precedenti. Si tratta ora di far fruttificare la preziosa eredità ricevuta perché, in un contesto ecclesiale, sociale e culturale diversi e in cambiamento, l’essere associazione ecclesiale di laici sia accompagnare quanti sono alla ricerca di un significato e di un ideale grandi per la loro vita.

Si può fare l’elenco delle iniziative in cantiere – dai segnali di crescita nelle parrocchie e nei vicariati alla presenza missionaria dei giovani nella scuola, dal crescente coinvolgimento della famiglia alla ripresa della formazione alla corresponsabilità ecclesiale senza trascurare quella rivolta al sociale e al politico – ma l’urgenza è sperimentare un linguaggio nuovo per raccontare l’attualità dell’Ac. L’attualità di un’esperienza comune e condivisa di laici che ogni giorno sperimentano, là dove vivono, di essere tanto più liberi quanto più profonda è la loro appartenenza alla Verità. E questa è una grande e bella avventura da vivere e raccontare con la gioia e con la responsabilità dei ragazzi del rafting sull’Adda.

Paolo Bustaffa

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