Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Anche l’Ac ravvivi
il soffio del Concilio

concilio-vaticano-iiGiovedì 10 dicembre, al Centro Socio-Pastorale Card. Ferrari in Como, nell’ambito dell’iniziativa “Quale immagine di Chiesa?”, Percorso di approfondimento a cinquant’anni dal Concilio Vaticano II (cfr  locandina allegata), don Saverio Xeres ha raccontato ‘la travagliata composizione della Gaudium et Spes’. Quella del documento sul rapporto Chiesa – mondo contemporaneo è stata una ‘vicenda redazionale particolarmente complessa, giunta a compimento solo negli ultimi giorni del Concilio’.

Fondamentale per lo sviluppo della “Gaudium et Spes” è stato l’apporto di Giovanni XXIII, che nell’ “Humanae Salutis”, in occasione dell’indizione del Vaticano II, nel 1961, scriveva che il Concilio “è chiamato ad offrire una possibilità per tutti gli uomini di buona volontà e di avviare pensieri e propositi di pace”. Significativa l’impostazione: ‘la tensione tra Dio e l’umanità, che definisce la Chiesa nella sua missione, viene intesa in maniera bidirezionale. Ossia, come tramite da Dio al mondo, ma anche come ascolto dell’azione di Dio già presente nel mondo’. 

Una svolta decisiva nella stesura del documento venne dalle sollecitazioni di un gruppo di cardinali, tra cui Suenens e Montini, e da un lavoro che si svolse tra Roma, Malines, in Belgio e Zurigo.

Nel discorso di apertura del secondo periodo del Concilio, nel 1963, Paolo VI sottolineava che “la Chiesa guarda [al mondo] con profonda comprensione, con sincera ammirazione e con schietto proposito non di conquistarlo, ma di valorizzarlo, non di condannarlo, ma di confortarlo e di salvarlo”. Concetti questi che il Pontefice ribadì nella “Ecclesiam Suam”, insistendo sul dialogo con il mondo contemporaneo, come ‘un movimento profondo che, partendo da Dio stesso, raggiunge tutto ciò che è umano’. Le ricche discussioni in aula e il lavoro delle commissioni portarono alla promulgazione della Costituzione Conciliare il 7 dicembre 1965. Interessante sottolineare come nella composizione del documento si evidenzia ‘un progressivo schiudersi della Chiesa nei confronti dell’altro da sé, visto inizialmente come concorrente, quindi come oggetto e destinatario, prima di insegnamento ecclesiastico, quindi di servizio, infine come partner di un dialogo.’ Nella conclusione, la “Gaudium et Spes” resta aperta ad una concreta sperimentazione nel tessuto vivo delle specifiche situazioni locali e mutevoli nel tempo’. Il Concilio ha, quindi, fornito un metodo di lavoro, da applicare ancora oggi, “basandoci sulla Parola di Dio e sullo Spirito del Vangelo”, nella lettura dei “segni dei tempi”.

Antonella Sala

L'iniziativa è sostenta anche dall' Ac diocesana. Informazioni e iscrizioni: accomo@tin.it –  031  3312365

GAUDIUM ET SPES volantino 2015-16

 

 

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