Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Ac: per una realtà che “sorprende” l’idea

roma24aprile“Il tempio di Dio è nel tempo, nei fatti, nella persona. Il Verbo che si è fatto carne ha sorpreso l’uomo  come pensiero, come cultura, come vita”. Sono alcuni passi della riflessione di mons. Mansueto Bianchi, assistente generale dell’Azione cattolica in apertura del convegno nazionale delle Presidenze diocesane  (Roma, 24-26 aprile 2015) dedicato alla missionarietà associativa alla luce della Evangelii gaudium.  Presente anche una rappresentanza della Presidenza Ac di Como.

“Il fiorire di Dio dentro la carne è come il  biancheggiare dell’abito della sposa dentro il bigello,  il vestito della serva” è questa l’immagine suggestiva e ricca di significato che il vescovo ha consegnato alle Presidenze come invito alla speranza, alla fiducia, alla gioia soprattutto in momenti di crisi, di paura, di incertezza. L’immagine diventa un’indicazione, un incoraggiamento alla comunità cristiana, “luogo” abitato dall’Ac, perché dia bellezza, calore e colore all’annuncio del Vangelo in un tempo in cui la rassegnazione e l’indifferenza rendono grigia triste la società.  Alla comunità cristiana e all’Ac il compito di dire che quel Dio che diventa carne è la realtà che “sorprende” l’idea”. In questo contesto  sono arrivate  le parole di papa Francesco che ha esortato  l’associazione “a rinnovare la scelta missionaria, aprendosi agli orizzonti che lo Spirito indica per una nuova giovinezza dell’apostolato, per arrivare a tutti con il balsamo della misericordia, privilegiando chi si sente lontano e le fasce più deboli e dimenticate della popolazione”.

“Credo che tutti sogniamo un’Ac che sappia farsi più missionaria per aiutare le nostre parrocchie a essere più missionarie, a farsi più vicine alla vita delle persone, per offrire sempre di più e meglio le proprie cure a quelle vite, così come esse sono realmente: piene di contraddizioni, di paure, di pregiudizi, di povertà materiali e spirituali. E’ stato questo il pensiero di Matteo Truffelli, presidente nazionale dell’Ac che, al contempo, ha aggiunto: “Desideriamo una Chiesa sempre più capace di mostrare a tutti, e soprattutto a quelli che Mazzolari avrebbe chiamato ‘i lontani’, il volto misericordioso e accogliente del Signore”. “Non desideriamo però un’altra Chiesa. Vogliamo porci a servizio della nostra Chiesa, di questa Chiesa, per aiutarla a svolgere in modo sempre più fedele e coerente la propria missione”. Per tutto ciò occorre in Ac “una piccola rivoluzione copernicana”. Occorre cioè “partire sempre più dalla vita concreta delle persone, delle famiglie, delle comunità, anziché da proposte o progetti o pensieri nostri”. Riflessioni  da non accantonare. Anche per l’ Ac della diocesi di Como, in tutte le sue espressioni territoriali  e di  responsabilità,  con la maturità  di associazione ecclesiale di laici,  un incoraggiamento ad essere  “una realtà che sorprende l’idea”.

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