Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

25 Aprile: nella nostra memoria
c’è la preghiera di Teresio Olivelli

Teresio Olivelli

Attorno al 25 Aprile, che compie 74 anni, ritornano i tentativi di riduzione o di rimozione. Cancellare la memoria è svuotare di significato la Resistenza che fu un grido per la libertà, la giustizia, la democrazia. Un grido contro il fascismo e il nazismo che provocarono morte, distruzione, violazioni dei diritti umani documentati, tra l’altro, dai campi di sterminio e dalle leggi razziali. Fare memoria significa rinnovare l’impegno perché l’umanità sia sempre e per tutti il supremo bene comune.

Fare memoria della Resistenza significa riconoscerne le luci e le ombre. Ricordare quella stagione significa ringraziare anche uomini e donne dell’Ac comense che a rischio della vita lottarono contro la dittatura, come racconta Cia Marazzi nel libro “Con amore nella storia”. Ricordare significa rimeditare la preghiera del Beato Teresio Olivelli dal titolo “Signore facci liberi” (nota anche come “Preghiera del Ribelle”) che pubblichiamo di seguito.

Signore facci liberi

Signore che fra gli uomini drizzasti la Tua Croce, segno di
contraddizione, che predicasti e soffristi la rivolta dello spirito, contro le
perfidie e gli interessi dei dominanti, la sordità inerte della massa, a noi
oppressi da un giogo numeroso e crudele che, in noi e prima di noi,
ha calpestato Te fonte di libere vite, dà la forza della
ribellione.

Dio, che sei Verità e Libertà, facci liberi e intensi; alita nel
nostro proposito, tendi la nostra volontà, moltiplica le nostre forze, vestici
della tua armatura.

Noi ti preghiamo Signore,

Tu che fosti respinto, vituperato, tradito, perseguitato,
crocifisso, nell’ora delle tenebre ci sostenti la Tua vittoria: sii
nell’indulgenza viatico, nel pericolo sostegno, conforto nell’amarezza. Quanto
più si addensa e incupisce l’avversario, facci limpidi e diritti.

Nella tortura serra le nostre labbra. Spezzaci, non lasciarci
piegare.

Se cadremo fa che il nostro sangue si unisca al Tuo innocente

e a quello dei nostri Morti a crescere al mondo giustizia e
carità.

Tu che dicesti: “Io sono la resurrezione e la vita”, rendi nel
dolore all’Italia una vita generosa e severa.

Liberaci dalla tentazione degli affetti: veglia sulle nostre
famiglie.

Sui monti ventosi e nelle catacombe delle città, dal fondo delle
prigioni,

noi Ti preghiamo, sia in noi la pace che Tu solo sai dare.

Dio della pace e degli eserciti, Signore che porti la spada e la
gioia, ascolta la preghiera di noi “ribelli per amore”.

Teresio Olivelli (Nato nel 1916 a Bellagio, morto nel 1945 nel campo nazista di Hersbruck, proclamato Beato il 3 febbraio 2018 a Vigevano)

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