Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

Msac: ci aspettavamo di più
ma lo sciopero è sbagliato

studentiTra i responsabili diocesani del Movimento Studenti di Azione Cattolica (Msac) che si sono riuniti a Rimini dal 30 aprile al 2 maggio, per la quarta edizione del “Movimento in Cantiere” (Mo.Ca.) c'era anche la delegazione dei quattro gruppi Msac della nostra diocesi (Como, Sondrio, Chiavenna e Bormio) guidata dai segretari Paolo Arighi e Greta Frigerio. Il Msac si aspettava di più dalla riforma ma ha deciso di non aderire allo sciopero di oggi 5 maggio.

Il convegno, dal titolo “Al posto giusto – Studenti protagonisti nella scuola di oggi”, era dedicato alla riflessione sugli spazi di partecipazione studentesca nella scuola dell’autonomia. Gli msacchini – oltre 130, da tutta Italia – hanno elaborato proposte sul coinvolgimento degli studenti nella didattica, nella valutazione, nella redazione dei Piani di Offerta Formativa e nella rappresentanza democratica.

I giovani  del Msac hanno discusso, naturalmente,  dello sciopero generale  di oggi 5 maggio proclamato dalle associazioni sindacali. “Come studenti di Ac  – hanno dichiarato in un comunicato stampa diffuso al termine del convegno –  riteniamo che lo sciopero studentesco sia sbagliato per principio. La scuola è infatti un nostro diritto, non un dovere: per noi, una scuola chiusa è uno schiaffo sul volto di Malala Youszafai e di tutte le ragazze e i ragazzi che nel mondo non godono del diritto all’istruzione. Parteciperemo dunque alla giornata di mobilitazione, ma con gli strumenti che sono propri degli studenti: ci riuniremo in assemblea durante e dopo scuola, per informarci sulla riforma e diffondere tra gli studenti le proposte del Msac e del Forum delle Associazioni Studentesche. Invitiamo tutta la comunità scolastica a promuovere insieme a noi momenti di confronto e discussione”.   E hanno proseguito la loro riflessione sullo sciopero affermando che  “la scuola italiana può cambiare, se tutti sapremo davvero prenderci cura dei nostri istituti. Vogliamo essere studenti protagonisti, perché la scuola è il “posto giusto” per noi: qui vogliamo formarci come uomini e donne competenti, e come cittadini onesti e responsabili. Perciò non la abbandoniamo in questi giorni di fermento, anzi rinnoviamo l’impegno ad abitarla con passione”.

Nei tre giorni del convegno si è parlato soprattutto della riforma della “Buona Scuola”, e delle mobilitazioni che presto toccheranno le scuole italiane . “Ci aspettavamo di più dalla riforma – hanno affermatoi msacchini – crediamo infatti, e lo abbiamo sostenuto per tutto il periodo della consultazione, che sia iltempo di modifiche strutturali al nostro sistema scolastico (riforma dei cicli, nuovo sistema di valutazione, ripensamento dei saperi…). Rispetto al disegno di legge attualmente in discussione presso il Parlamento, chiediamo che venga esplicitato un deciso impegno contro le diseguaglianze, motivo di esclusione e fallimento formativo; che gli spazi di partecipazione degli studenti possano essere ampliati; che si ponga attenzione all’insegnamento trasversale delle competenze di cittadinanza; che le esperienze di alternanza scuola/lavoro siano realmente inserite dentro i percorsi formativi annuali. Condividiamo queste richieste con le 32 associazioni, di varia natura e ispirazione, che hanno condiviso l’appello “La scuola che cambia il Paese”: ci auguriamo che la discussione in Parlamento sappia recuperare l’ambizione di noi studenti, per incidere realmente sulla qualità del nostro sistema d’istruzione.

“Noi studenti di Ac, sull’esempio dei ragazzi di Barbiana – si legge ancora nella nota  alla  fine del Mo.Ca – vogliamo vivere la scuola con passione: per fare questo, crediamo sia necessario che ci riappropriamo degli spazi di partecipazione nella scuola, con uno stile di dialogo e sempre propositivo”- 

 

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