Azione Cattolica Italiana - Diocesi di Como

50° Acr: domenica a Delebio
giorno di festa, memoria e futuro

Il 17/11 a Delebio la festa per i 50anni dell’Acr

Il 1 novembre 2019 l’Acr ha festeggiato i cinquant’anni della sua fondazione, avvenuta con la modifica dello statuto dell’AC nel 1969. E dopo la partecipazione ai festeggiamenti a Roma, questa domenica 17 novembre, l’Acr e l’Ac diocesana si ritroveranno a Delebio per festeggiare, per fare memoria… pensando al futuro (cfr. locandina).

Da cinquant’anni l’Acr rappresenta l’attenzione dell’associazione ai più piccoli, valorizzandone il protagonismo nella vita ecclesiale e civile. Re, sacerdoti e profeti, in quanto battezzati i bambini e i ragazzi non sono figli minori dello stesso Padre ma nostri fratelli; non adulti in miniatura in attesa di una piena maturazione delle verità di fede ma capaci di Dio, come i puri di cuore. Cinquant’anni di gruppi, per ricordarci sempre che “dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”. Cinquant’anni di impegno per la Pace, per l’integrazione delle diversità, cinquant’anni di vita nella carità, insieme alla comunità cristiana. L’Acr è stata ed è un’esperienza in grado di offrire ai piccoli soci un tempo per la propria crescita, uno spazio per diventare davvero amici del Signore Gesù nella Chiesa, un’opportunità per vivere la responsabilità della testimonianza e cimentarsi nel servizio e nel dono di sé.
Questo cammino trova anzitutto un valore aggiunto nella forma associativa, che costituisce per i piccoli un’occasione da non sottovalutare: in Ac si fa esperienza di Chiesa, di una comunità che beneficia dello scambio tra le generazioni. I bambini ed i ragazzi scelgono l’associazione come luogo in cui incontrare Gesù perché l’Ac ha la forma della famiglia ed in famiglia ci si sente a casa.
Crediamo che un’esperienza di crescita nella fede come quella dell’Acr possa assumere ancora oggi un valore profetico. In un tempo, infatti, in cui proprio la fede sembra – ad occhi disattenti – alimentare le divisioni e soffiare sulle intolleranze, l’Acr vuole ribadire, insieme al Santo Padre, che «la fede porta il credente a vedere nell’altro un fratello da sostenere e da amare. Dalla fede in Dio, che ha creato l’universo, le creature e tutti gli esseri umani, il credente è chiamato a esprimere questa fratellanza umana, salvaguardando il creato e tutto l’universo e sostenendo ogni persona, specialmente le più bisognose e povere».
EQUIPE ACR

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